Area ex-Cjmeco (Aulla – MS): risultati dei controlli ARPAT. Indispensabile la rimozione dei rifiuti

[27 maggio 2014]

Riguardo all’area ex-Cjmeco nella frazione di Pallerone del Comune di Aulla (vedi notizie ARPAT del 19.12.13 , del 23.1.14 e immagini dell’area , che descrivono dettagliatamente la situazione) e la notizia del 14.4.14 nella quale si illustra l’inizio dell’attività di monitoraggio delle fibre di amianto aerodisperse ed i primi risultati, sono state svolte ulteriori attività di monitoraggio ed ora il settore specialistico di ARPAT ha prodotto un report contenente  i risultati della concentrazione di fibre di amianto rilevate ed una prima valutazione complessiva dei dati.

Punti di campionamento

I punti di campionamento sono riportati nella Fig. 1, che mostra la zona di Pallerone (CTR 1:10.000), dove gli edifici ex-Cjmeco non sono riportati in quanto in precedenza inclusi in un’area militare. Nella medesima figura sono riportati anche (punti rossi) la frazione di Bibola (dove sono presenti affioramenti di ofioliti: pietre verdi contenenti fibre di amianto), un vicino impianto di frantumazione di inerti, e l’area di Pallerone 2000. L’abitato di Aulla dista in linea d’aria oltre 2 km NW dal sito.

La Tabella 2 mostra il riepilogo dei risultati delle analisi qualitative sui filtri e la concentrazione (C) di fibre di amianto in aria nei diversi punti di campionamento, con i limiti fiduciari associati (LFI-LSI), e la tipologia delle fibre rilevate: nel caso specifico crisotilo, amosite, tremolite.
Sintesi delle valutazioni sugli esiti del monitoraggio

  • fibre di amianto sono presenti in tutti i punti di campionamento, tranne a Pomarino, con condizioni meteo variabili, ovvero sia dopo un lungo periodo di pioggia e in presenza di calma di vento o vento debole, che in condizioni di vento forte; va sottolineato che i punti di campionamento si trovavano alternativamente sottovento e sopravento, con situazioni raramente stazionarie nel periodo del campionamento;
  • la concentrazione di fibre di amianto in aria, anche tenendo conto del limite superiore dell’intervallo di confidenza, è sempre inferiore a 1 fibra per litro (f/l), un livello di riferimento indicato dall’OMS (­WHO Air Quality Guidelines for Europe, 2nd edition, 2000 ). Va tuttavia sempre tenuto presente che, trattandosi di un cancerogeno, non è possibile stabilire una soglia di sicurezza;
  • la tipologia prevalente delle fibre è la tremolite, che come il crisotilo è presente in tutta l’area tra la ex-Cjmeco, Pallerone e lungo la SS 63, ma in concentrazioni più elevate rispetto al crisotilo (ad esempio il 70% del totale il 15/04/2014 al cancello ex-Cjmeco, il 100% del totale il giorno 24/04/2014 al vivaio); non è tuttavia ipotizzabile che tali concentrazioni di tremolite siano attribuibili a dispersione da parte di affioramenti naturali di pietre verdi, si tratta certamente di movimentazione antropica, la cui origine è ancora in corso di esame;
  • si conferma che presso il cancello ex-Cjmeco, oltre alla tremolite, è stato rilevato solo amianto di tipo crisotilo, mentre l’amosite (che costituisce alcuni manufatti in amianto friabile) risulta presente al vivaio e all’oratorio, fino a una distanza di oltre 800 m dalla Cjmeco; se quindi non si può escludere l’origine dell’amosite nella ex-Cjmeco, è anche ipotizzabile la presenza di un contributo parziale o totale da una fonte più prossima ai punti suddetti;
  • allo stato attuale non è possibile stabilire con ragionevole certezza l’origine delle fibre, in quanto la concentrazione del crisotilo non presenta differenze così evidenti fra il cancello ex-Cjmeco e gli altri punti, mentre si può affermare che considerando sia il crisotilo che la tremolite l’area a concentrazione relativamente più elevata è quella fra la ex-Cjmeco e il vivaio.
  •  Per quanto riguarda il confronto con valori che possono essere considerati “di fondo”, va rilevato che i dati sistematici disponibili sono pochi. In Toscana una campagna di ARPAT nei centri urbani aveva fornito nel 2000 un valore medio di concentrazione inferiore a 0,05 f/l, che è compatibile con altri dati di letteratura. Utilizzando questi valori come riferimento per il momento, si può concludere che i livelli di amianto in aria nel Comune di Aulla sono comunque superiori a quelli di fondo, per non superando la f/l indicata dall’OMS.

Oltre alle attività di monitoraggio delle fibre di amianto aerodisperse, il Dipartimento ARPAT di Massa Carrara ha svolto una attività di verifica di altre possibili fonti di fibre di amianto, a partire da quello di origine naturale, del quale non era attesa la presenza.

In questo ambito sono stati effettuati accertamenti conoscitivi sulla natura di alcune pietre della massicciata della ferrovia, in un unico punto, in prossimità dell’incrocio con la statale SS 63, e presso l’impianto di frantumazione della Eco.Inerti S.r.l. di Pallerone, situata proprio fra la ex-Cjmeco e la statale.

Inoltre, è stato effettuato un sopralluogo presso quest’ultimo impianto, dal quale è risultato che lo stesso tratta esclusivamente materiali inerti, in particolare ghiaia del fiume Magra. Comunque è stato effettuato un campionamento ai fini della determinazione analitica dell’eventuale presenza di fibre di amianto, per il quale sono attesi a breve i risultati analitici.

Azioni indispensabili da effettuarsi da parte del soggetto cui compete la bonifica

In considerazione del fatto che non sono stati ancora rimossi i rifiuti dall’area ex-Cjmeco, e della conferma di una presenza di amianto in concentrazioni superiori ai livelli di fondo:

  • deve essere sollecitato il Demanio ad effettuare il piano di caratterizzazione e ad informare sulle attività finora svolte nel sito, a seguito delle Ordinanze del Commissario Prefettizio delle quali non risulta riscontro, tenendo costantemente; sotto controllo l’evoluzione della situazione;
  • rimuovere al più presto i rifiuti presenti nell’area ex-Cjmeco.

 

Ad ogni buon conto, ARPAT proseguirà nella sua azione, attraverso:

  • una accurata ispezione all’interno della ex-Cjmeco e procedere, valutate tutte le cautele per gli operatori, a censire e eventualmente campionare e materiali che possono contenere amianto ivi presenti.
  • completare gli accertamenti presso la Eco.Inerti S.r.l., orientati a verificare l’eventuale presenza di pietre verdi fra il materiale presente o che può essere transitato nell’azienda;
  • procedere ad un ulteriore accertamento sulla natura della massicciata ferroviaria.

http://www.arpat.toscana.it/notizie/notizie-brevi/2014/area-ex-cjmeco-aulla-ms-risultati-dei-controlli-arpat