ARPAT chiarisce la situazione relativa all’area da bonificare Imerys Granital (Massa)

[11 giugno 2014]

Sulla vicenda dell’area Imerys Granital, che fa parte della zona di Sito inquinato di Interesse Regionale da bonificare (SIR), in alcuni recenti articoli di stampa si è messa in evidenza una situazione di contaminazione ben nota all’Agenzia e alle Autorità competenti; in particolare la contaminazione risulta dovuta, nei terreni, alla presenza di metalli (piombo, rame, zinco, arsenico), idrocarburi leggeri, idrocarburi policiclici aromatici (IPA); nella falda, invece, oltre a metalli (ferro, manganese) è stata riscontrata la presenza di IPA, sostanze organoalogenate, PCB e altro.

Sulla base di tale contaminazione il Ministero dell’Ambiente (MATTM), con vari decreti (maggio e dicembre 2007 e marzo 2009), che avevano recepito le indicazioni della conferenza dei servizi, prescrivendo a carico della Imerys Minerali SpA, proprietaria dell’area, una serie di azioni urgenti (fra le quali la messa in sicurezza dei terreni, la messa in sicurezza della falda, la presentazione di un progetto di bonifica della falda stessa, ed altro), ricordando che in caso di perdurante inadempienza dell’azienda, sarebbero stati attivati i poteri sostitutivi in danno del medesimo soggetto inadempiente.

Interventi importanti che, tuttavia, sono rimasti non attuati, in quanto l’azienda ha impugnato i suddetti provvedimenti del MATTM vincendo il relativo ricorso presso il TAR della Toscana (sentenza depositata l’11/05/2010).

Con riferimento a quanto riportato dall’articolo del Tirreno di Massa Carrara del 28 maggio, va precisato che il MATTM, oltre alle prescrizioni urgenti nei confronti dell’azienda, aveva chiesto ad ARPAT solo di effettuare, una verifica analitica su alcuni parametri, cloruro di vinile ed esaclorobutadiene, su almeno un pozzo dell’area, in occasione del successivo monitoraggio della falda; ciò allo scopo di arricchire i dati allora disponibili sulla contaminazione principale.

Nella tabella allegata alla delibera regionale citata nell’articolo, risulta, solo per un refuso, che l’Agenzia non avesse svolto le attività richieste: in realtà, nel febbraio 2008, il Dipartimento ARPAT di Massa, ha regolarmente eseguito tali accertamenti, su tre pozzi al di là del minimo richiesto, oltre ad aver monitorato la situazione di un set più ampio di parametri, quali fitofarmaci, sostanze organiche volatili e metalli. Per i due parametri citati nell’articolo, peraltro, a differenza di altri, i valori ottenuti, erano risultati nella norma.

Con l’occasione di precisare la situazione sulla suddetta porzione di SIR, l’Agenzia ha pubblicato un articolo di ARPATnews sul suo sito Web , nel quale illustra sinteticamente la situazione del SIN-SIR di Massa Carrara.

Fra l’altro nell’articolo si evidenzia che un impegno ormai indifferibile, riguarda la progettazione degli interventi di bonifica della falda, contaminata da diversi inquinanti anche in aree prive di contaminazione dei suoli. È necessaria una ricostruzione accurata della situazione, utilizzando tutti gli studi già condotti sulla falda stessa ed una raccolta sistematica di tutti i dati disponibili, aggiornandoli ove necessario; la definizione di un modello idrogeologico costruito su tali basi, dovrà permettere di individuare le aree più critiche, sulle quali indirizzare nella maniera più efficace gli interventi di bonifica da progettare. In questa direzione l’Agenzia si sta orientando, al fine di garantire la necessaria collaborazione alla Regione Toscana, con l’intento di affrontare una volta per tutte un problema irrisolto per decine d’anni. Un primo stralcio dell’aggiornamento dei dati sulla situazione della falda sarà a breve messo in atto, per le aree residenziali di Marina di Massa