ARPAT chiarisce sulla presenza di nichel nella falda sotto l’impianto Bio-ecologia di Chiusi scalo

[4 novembre 2013]

In relazione alle osservazioni contenute nel quotidiano online “primapaginachiusi” in merito al contenuto della ARPATnews “177-13 – Controllo AIA effettuato da ARPAT all’impianto Bio-ecologia Srl di Chiusi Scalo (SI) ” relativamente ai controlli eseguiti nel corso di questo anno da parte dell’Agenzia presso l’impianto di Chiusi scalo gestito da Bioecologia S.r.l. si ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti.

In primo luogo teniamo a tranquillizzare in merito all’approvvigionamento idrico. Infatti, la falda idrica che presente nei pressi dello stabilimento in questione non è coinvolta negli approvvigionamenti di acque potabili di cui si serve l’Acquedotto del Fiora per il rifornimento di acqua destinata al consumo umano.

Approvvigionamenti che sono, comunque, sotto lo stretto controllo della ASL, che è l’ente preposto al controllo della qualità delle acque da destinare al consumo umano e per i quali la stessa ASL effettua periodici campionamenti ed analisi come previsto dalla normativa vigente Dlgs 31/2001

In merito ai controlli sull’impianto, invece, si precisa quanto segue.

Il monitoraggio presso l’impianto in oggetto è stato autorizzato, nella forma attuale, con l’autorizzazione integrata Ambientale di cui al Decreto dirigenziale dell’Amministrazione provinciale n.1333 del 30.10.2007, l’attività di monitoraggio da parte dell’azienda è iniziata nel 2008 con periodicità semestrale prevista ed è stata affiancata da quella di ARPAT, secondo i piani di controllo programmati.

In tale attività è compreso anche il monitoraggio della falda idrica soggiacente l’impianto, che ha lo scopo di verificare gli eventuali impatti dell’attività produttiva sulla qualità della stessa.

La falda monitorata dai tre piezometri previsti dal piano di controllo e monitoraggio per lo stabilimento di Bioecologia srl di Chiusi è molto superficiale localizzata e presenta una scarsa portata dovuta alla modesta permeabilità del sedimento che costituisce l’acquifero ed alla ridotta profondità, in particolare il livello produttivo della falda captata è costituito da sedimenti sabbiosi fino alla profondità di 4 metri dal piano di campagna, successivamente ai quali insistono sedimenti argillosi che non sono sede di circolazione idrica significativa.

Da quando è iniziato il monitoraggio sono stati rilevati ogni anno valori di nichel al di sopra dei limiti previsti dalla norma, tuttavia l’andamento dei valori non e mai stato rappresentativo di un trend crescente da mettere in relazione ad eventuali impatti dovuti all’attività produttiva, ed inoltre valori superiori ai limiti previsti si sono avuti anche sul piezometro posto a monte dell’impianto rispetto alla direzione di falda a conferma della non correlazione dell’impianto con l’andamento della presenza .di nichel nella falda. Inoltre, la costante presenza di valori eccedenti il valore soglia per il nichel potrebbe essere messa in relazione con la geologia del territorio che potrebbe contribuire a determinare i valori del parametro.

Concentrazione in di nichel nelle acque sotterranee

monitorate presso l’impianto Bioecologia

(valore soglia 20 µg/L)

Anno/Mese

PZ1

µg/L

(a monte)

PZ2

µg/L

(a valle)

PZ3

µg/L

(a valle)

2008 /01 Bioecologia

3.5

3.5

          /07 ARPAT

5.3

140

99

          /11 ARPAT

3.3

61

6.3

2009 /01   Bioecologia

6.0

18

13

         /07   ARPAT

4.6

58

8.4

2010 /01   Bioecologia

3.0

92

3.0

         /07   ARPAT

2.0

2.5

3.0

2011 /01   Bioecologia

3.0

117

72

         /07   Bioecologia

3.8

2.5

3.0

         /08   ARPAT

<2

29

12

2012 /01   Bioecologia

29

3.0

5.0

         /07   Bioecologia

106

27

14

         /08   Bioecologia

4.0

43

50

         /08   ARPAT

5.0

41

48

2013 /01   Bioecologia

<2

69.5

204.0

         /08   Bioecologia

4.2

58.9

57.3

 

Gli approfondimenti richiesti all’azienda, prescritti con il rinnovo dell’autorizzazione AIA Decreto dirigenziale dell’Amministrazione provinciale n. 2217 del 8/08/2013, mirano pertanto a mettere in luce tali anomalie, eventuali correlazioni con periodi di morbida e di magra la situazione della falda a maggiore profondità soggiacente l’impianto .

Tutte le attività di controllo effettuate da ARPAT sono state regolarmente comunicate alla Amministrazione Provinciale ed a quella Comunale come previsto dalla normativa vigente.

Alla Conferenza di servizi attivata per il rinnovo dell’atto autorizzativo, in cui è stata presa in esame la revisione del piano di monitoraggio, era regolarmente presente la ASL.

Si coglie l’occasione per informare che ARPAT cura a scala regionale il monitoraggio della qualità delle acque sotterranee e la relativa banca data è consultabile on line http://www.arpat.toscana.it/datiemappe/banche-dati/monitoraggio-ambientale-acque-sotterranee