Arpat documenta la corretta gestione della discarica di podere rota

[12 settembre 2013]

La settimana scorsa è stato trasmesso dal Dipartimento ARPAT di Arezzo agli enti interessati il “Rapporto controllo AIA 2012: attività di controllo svolte nel corso del 2012 presso l’impianto di Casa Rota per la verifica di conformità alle prescrizioni autorizzative dell’atto AIA”.

Come riportato testualmente nel rapporto, “L’attività ispettiva, attuata quasi esclusivamente dal personale che opera nella sede ARPAT del Valdarno, differentemente a quanto previsto dal “piano di sorveglianza e controllo” si è concretizzata in almeno venti sopralluoghi articolati nell’intero arco dell’anno. Tale attività, seppur spesso conseguente a esposti e/o a segnalazioni circa la presenza di eventi odorigeni in atto, ha normalmente interessato tutta la sfera ambientale e gestionale. Nei diversi interventi effettuati all’interno dell’impianto, oltre al controllo circa l’adeguatezza del sistema di coltivazione del modulo di discarica, Arpat ha sempre provveduto a verificare l’efficacia del sistema di captazione e combustione dei biogas e di quello di captazione, stoccaggio e conferimento dei percolati. Allo stesso modo, durante i sopralluoghi all’interno dell’area di coltivazione, è stato osservato se vi fossero segni di instabilità nei versanti, la disponibilità di terra da utilizzare per le coperture giornaliere e se queste ultime venissero o meno effettuate nei modi prescritti. In alcuni casi si sono effettuati controlli mirati specificamente a verificare che il gestore desse attuazione all’obbligo di effettuare la copertura giornaliera dei rifiuti messi a dimora”.

Il rapporto, composto da 27 pagine più una serie di allegati, documenta tutte le attività ispettive, di monitoraggio e di analisi sulle varie matrici ambientali interessate dall’attività di smaltimento rifiuti e recupero biogas all’interno dell’impianto di Podere Rota, nel Comune di Terranuova Bracciolini (AR). Nei venti sopralluoghi effettuati nel corso del 2012 sono stati esaminati la tipologia di rifiuti conferiti, le acque sotterranee, il percolato, le acque di superficie, la qualità dell’aria, le emissioni in atmosfera prodotte dai motori per la produzione di energia, le emissioni diffuse superficiali, i sedimenti dei corsi d’acqua, l’IBE.

Il monitoraggio compiuto nel 2012 evidenzia come i valori riscontrati nella varie analisi effettuate sono entro la norma o comunque riconducibili a fattori naturali o non imputabili all’attività di discarica. Si conferma che l’azienda ha applicato pienamente le prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale applicando le migliori tecniche disponibili.

Venendo alle conclusioni del rapporto, Arpat scrive testualmente che: “Nel corso del 2012 sono state effettuate numerose attività di controllo ispettivo all’impianto di discarica principalmente per problematiche relative alle maleodoranze avvertite all’intorno dell’impianto con frequenze ed intensità variabili. Le risultanze della maggior parte dei sopralluoghi effettuati sono già state trasmesse agli Enti e, pur rilevando complessivamente una gestione corretta dell’impianto, in molti casi sono stati proposti provvedimenti mirati a ridurre il carico emissivo o ad una maggiore attenzione gestionale” .

Ma l’agenzia regionale va anche oltre, sottolineando che “Relativamente al piano di monitoraggio e controllo del gestore si osserva come questo risulti molto complesso. Ciò, in via generale, riguardo alle frequenze di monitoraggio, al numero di campioni da prelevare e analizzare e al numero di parametri 

da determinare. Si ritiene, pertanto, a conclusione del processo di riesame delle problematiche in corso
di attenzione in sede di conferenza di servizi, valutare anche la possibilità di una razionalizzazione/semplificazione tenuti presenti gli esiti fino ad ora prodotti dal monitoraggio stesso”.

Ovviamente nel  lungo e dettagliato rapporto ARPAT sono evidenziate anche alcune criticità, fra l’altro già note agli addetti ai lavori. In particolare i tecnici dell’agenzia scrivono che “Con riferimento alle singole matrici si rileva la necessità di seguire con attenzione l’evoluzione dello stato qualitativo delle acque sotterranee nei tre livelli acquiferi identificati nella relazione (…”). E inoltre che “(…) Si sono manifestati nel tempo perdite di funzionalità di diversi inclinometri installati su questo argine [a ridosso dell’impianto di compostaggio-ndr] in conseguenza degli eccessi di deformazione accumulati. Considerato il persistere nel tempo di tali movimenti si ritiene opportuno che la Provincia coinvolga, per una valutazione, il Servizio Difesa del Suolo”.

Ma rimane comune una valutazione positiva dell’operato di CSAI Spa. “In sintesi il gestore ha ottemperato alle numerose prescrizioni  impartite in sede autorizzativa” si legge ancora nel rapporto e le uniche  non conformità riscontrate sono state contestate a mezzi di trasporto di altri gestori, relativamente alle problematiche odorigene.

Sulla base di questi risultati, la Società tiene a precisare come “Il rapporto ARPAT mette in fila tutte le numerose attività ispettive e le analisi effettuate sulle matrici ambientali, anche molto più consistenti di quanto previsto dall’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Provincia di Arezzo) ed  i cui risultati confermano complessivamente la corretta gestione della discarica da parte nostra, per l’anno 2012, confermando il serio lavoro che viene svolto quotidianamente per gestire al meglio un impianto di questo tipo. Viene data quindi evidenza di quello che viene fatto e del processo di controllo continuo da parte di ARPAT.   Detto questo prendiamo atto dei risultati scaturiti da questo rapporto che si basa sui dati relativi  allo  scorso anno, rimanendo ben consapevoli delle criticità emerse e di quelle che si sono presentate nel corso del 2013. Continuiamo a lavorare secondo le prescrizioni previste e che sono state riviste anche negli ultimi mesi e continuiamo a dare il nostro contributo tecnico nelle varie sedi per cercare di garantire un servizio sempre più sostenibile”.