ARPAT effettua i controlli di propria competenza

[27 agosto 2013]

Nell’articolo “Mal di Cecina, quei Caraibi nocivi e il fiume deviato per gli yacht” pubblicato sulla edizione di oggi 27 agosto 2013 del giornale “Il Fatto quotidiano”, si afferma che: “Le indagini hanno svelato l’esistenza di ben quattro punti di scarico non conosciuti dall’Arpat, l’agenzia ambientale che avrebbe dovuto effettuare i controlli.”

L’Agenzia contesta tale affermazione che risulta lesiva della propria immagine e ribadisce quanto già chiarito in precedenti comunicati del 5 giugno , del 10 luglio e del 17 luglio , con i quali abbiamo cercato di illustrare una situazione oggettivamente complessa; in sintesi:

  •  Le attività di controllo di ARPAT sono sempre state condotte secondo le prescrizioni degli atti autorizzativi esistenti, e quindi agli scarichi in essi indicati, fra cui quello generale nel quale confluiscono tutti gli scarichi dell’azienda prima di riversarsi in mare;
  • la questione posta dall’indagine della magistratura, alla quale ARPAT ha contribuito, è riferita in realtà, non a scarichi “non conosciuti”, ma alla diluizione di alcuni scarichi con acque di mare;
  • ARPAT, già nel 2003, in fase di rinnovo dell’autorizzazione allo scarico dell’impianto Solvay, aveva rilevato come le ingenti quantità di acqua di mare utilizzate soprattutto per la Sodiera, dovessero essere suddivise tra acque di raffreddamento e acque di processo, per evitare le conseguenti diluizioni, e/o che gli scarichi fossero trattati (e, quindi, campionati) prima della confluenza con le acque di raffreddamento. Interpretazione recepita dalla autorizzazione provinciale allo scarico, atto oggetto di ricorso dell’Azienda davanti al TAR. La questione fu successivamente definita con il rilascio da parte della Provincia di Livorno dell’AIA;
  • L’indagine della Procura ed il successivo patteggiamento (per quanto ci risulta) potrà portare alla individuazione di una nuova localizzazione del punto di prelievo del piè d’impianto della Sodiera, a monte della confluenza delle acque di raffreddamento. Siamo in attesa di conoscere il merito degli atti conseguenti al patteggiamento.
  • ARPAT, inoltre, ha monitorato la situazione per quanto riguarda gli impatti sull’ambiente, documentandola in relazioni che sono disponibili sul nostro sito web:

Si richiede pertanto, ai sensi della legge sulla stampa, a “Il Fatto quotidiano” di pubblicare la presente nota con evidenza analoga all’articolo in questione.