ARPAT non tiene nessuna analisi nel cassetto

[12 febbraio 2014]

La stampa locale di questa mattina (mercoledì 12 febbraio) riporta gli esiti di un incontro tenutosi ieri pomeriggio presso il comune di Pistoia, relativo a problematiche sanitarie lamentate da residenti di via Carota e Molina.

Trattandosi di problematiche sanitarie ARPAT non era coinvolta (almeno in questa fase), ma si apprende da dichiarazioni rilasciate da una rappresentante dei Comitato di cittadini che nel corso dell’incontro sarebbe stato affermato che ARPAT avrebbe “tenuto nel cassetto” i risultati di analisi condotte dal 2006.

Questo non corrisponde assolutamente a verità, ed anzi, è sforzo quotidiano da parte di ARPAT di mettere a disposizione di tutti le notizie, i report ed i dati ambientali di cui dispone.

E’ vero invece che fino al 2006 il Comune di Pistoia ha collaborato con l’Agenzia finanziando studi ambientali rivolti, in particolare, al monitoraggio della presenza di residui di antiparassitari nei corsi d’acqua decorrenti nel territorio comunale, attività che aveva portato alla pubblicazione del volume “Valutazione dell’impatto ambientale delle pratiche vivaistiche e studio della vulnerabilità intrinseca della falda nel territorio pistoiese” (volume scaricabile dal sito Web dell’Agenzia ).

Sul tema si segnala anche:

Dopo il 2006 il Comune ha cessato il finanziamento ma ARPAT, consapevole della importanza di di tale attività, ha continuato ad effettuare prelievi ed analisi sulle acque superficiali e sotterranee nell’ambito del monitoraggio delle risorse idriche, ed i risultati di questa attività non sono stati certo tenuti nei cassetti ma pubblicati, insieme a tutti gli altri dati relativi al monitoraggio delle acque, sul sito dell’Agenzia ed inviati alla Regione Toscana.

I risultati di questi monitoraggi sono pubblicati in un’apposita banca dati che riunisce le ricerche di prodotti fitosanitari condotte sulle acque superficiali in Toscana (fiumi, laghi, transizionali, marino costiere) e sotterranee previste dal Dlgs 152/2006. La banca dati può essere consultata da tutti anche attraversrso una visualizzazione su base cartografica della rete dei punti di monitoraggio .

Inoltre i risultati 2002 – 2008 sono stati presentati al convegno “Prevenzione, Igiene e Sicurezza nel comparto florovivaistico” tenutosi a Pistoia nei giorni 23 e 24 ottobre 2008 e, le conclusioni di questi studi, peraltro assolutamente in linea con quanto da sempre riferito al Comune in tutte le relazioni annuali redatte in base alle convenzioni attive fino al 2006, sono state costantemente riferite in ogni occasione di confronto sia con il Comune che con altri interlocutori.

Negli anni 2009 e 2010 il monitoraggio è ancora proseguito con sostanziale conferma delle condizioni ritrovate negli anni precedenti, ovvero, una occasionale presenza di contaminanti nelle acque di falda (soprattutto le meno profonde) ed una diffusa contaminazione delle acque superficiali.

E’ vero che l’attività di ARPAT è stata finora rivolta all’intero comprensorio e non a porzioni di territorio per le quali, se ritenuto opportuno, dovranno essere previsti studi puntuali che, in base alla vigente normativa, potranno essere attivati su richiesta di soggetti istituzionali e a seguito della sottoscrizione di specifici accordi.

ARPAT conferma la disponibilità non solo a fornire ogni informazione di cui dispone, ma anche, pur nei limiti del piano di attività annuale e di quanto disposto dalla Legge Regionale 30/2009 , ad adeguare la propria attività alle esigenze che le siano segnalate, ovvero a valutare specifiche richieste che il Comune ritenesse opportuno avanzare concordando tempi e modalità per la loro realizzazione