ARPAT respinge affermazioni false in merito ai giorni di funzionamento nel 2014 della centralina di Capannori (LU)

[16 marzo 2015]

Nell’articolo “Dilaga il fumo per gli incendi di scarti delle potature” pubblicato sull’edizione di Lucca del quotidiano La Nazione si riportano le affermazioni di un certo sig. Renzo Buchignani, che dice, fra l’altro, “Nel 2014 per ben 60 giorni la centralina non ha fornito dati.”

Il giornale ha pubblicato queste affermazioni senza alcuna verifica presso l’Agenzia, ma questa affermazione è del tutto falsa e destituita di ogni fondamento. Visto poi che il numero di giorni di funzionamento delle centraline del monitoraggio della qualità dell’aria è soggetto a precise norme di legge, affermazioni di questo genere sono lesive dell’immagine di ARPAT.

In realtà l’analizzatore di particolato PM10 della stazione regionale di monitoraggio della qualità dell’aria di Capannori nel 2014 ha avuto un rendimento netto del 95%, ciò significa che ha funzionato 345 giorni su 365. I restanti 20 giorni sono serviti per attività di manutenzione preventiva e di verifiche di taratura (cioè per garantire il buon funzionamento della centralina stessa).

Questo rendimento è completamente conforme a quello previsto dalla normativa vigente (D.Lgs 155/10) ch,e per gli obiettivi di qualità della misurazione, richiede una raccolta minima di dati del 90% per poter effettuare il confronto con i valori limite.
Il requisito normativo del 90% è relativo ai giorni effettivi escluse le perdite di dati dovute alla taratura periodica o alla manutenzione ordinaria della strumentazione: con questa esclusione il rendimento dell’analizzatore ha raggiunto nel 2014 addirittura il 100%

Nel 2015 le uniche interruzioni di funzionamento dell’analizzatore sono state il 4 marzo per interruzione della fornitura elettrica alla cabina (eventi meteorici eccezionali) ed il 9 e 10 marzo per guasto strumentale, subito risolto il 10 marzo. Il campionamento di PM10 è su 24 ore per cui un guasto del 9 rilevato il 10 anche se subito riparato comporta la perdita di due giorni.

Nell’articolo in questione si fa riferimento anche al PM2,5. Per questo inquinante, l’indicatore previsto dalla legge è costituito dalla media annuale, il cui obiettivo da rispettare è 25 µg/m3 (obiettivo entrato in vigore il 1° gennaio 2015).

Anche altri parametri presentano come indicatore la media annuale e durante l’anno avvengono superamenti di questo limite nella singola giornata. La normativa richiede anche in questi casi la valutazione rispetto all’esposizione media della popolazione nell’anno.