ASA SpA risponde al capogruppo di Forza italia Marchetti

[21 settembre 2018]

In merito alla questione sulla dispersione di acqua sollevata dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale, Marchetti, è importante precisare che l’Isola d’Elba è dotata di un sistema acquedottistico unico e complesso.

Analizzare il singolo dato percentuale per comune è ingannevole, in quanto non può essere semplicemente rapportata la produzione sul territorio del singolo comune con quanto distribuito o fatturato nello stesso in quanto l’acqua prelevata in alcuni casi può essere inviata ad altro o altri comuni attraverso la dorsale elbana alimentata anche dalla condotta sottomarina proveniente dal continente.

Più in generale, il tema dell’Isola d’Elba è, come per molti territori, un tema di acqua persa lungo reti di età ormai “da pensione” ma è anche un tema di criticità diffuse ormai superate o in fase di superamento.

L’Elba ha valenze turistiche ed ambientali tra le più importanti nel nostro Paese.  È chiaro a tutti come sia complesso gestire i servizi per una comunità che passa dai 30.000 abitanti in bassa stagione al quasi mezzo milione di turisti nei momenti di punta.

La condotta idrica che collega l’acquifero della Val di Cornia con l’Isola è stata un’opera fondamentale per la sicurezza dell’approvvigionamento ma non si può e non si poteva pensare che una volta posata in fondo al mare ce ne saremmo dimenticati per sempre.

Oggi è una “bella vecchietta” ancora in buono stato e ben curata da ASA,  ma non ci rassicura certo sul suo futuro. Il progetto del dissalatore è fondamentale, assieme alla seconda condotta, per mantenere in sicurezza l’Isola. Gli interventi di manutenzione sugli impianti e sulle reti, il recupero delle fonti locali (recupero tecnico e fisico inteso come riappropriazione all’uso pubblico di pozzi privati non autorizzati) sono necessari per fare riposare nella stagione invernale le fonti più costose e critiche.

Fino al 2004 la Regione portava acqua con bettoline scaricando, ogni estate, alcune decine di migliaia di metri cubi e spendendo cifre superiori al milione di euro.

L’acqua prelevata in Val di Cornia veniva pompata in un unico salto da Piombino al serbatoio più alto dell’Isola moltiplicando le perdite e i consumi di energia elettrica.

Negli ultimi  anni ASA  ha realizzato molti interventi  che le hanno consentito di recuperare risorsa,  di diminuire le perdite e di garantire un livello di servizio a cui l’Isola non era abituata: pozzi, distrettualizzazioni, riduttori, sistemi di automazione e controllo, nuove tubazioni, nuovi sollevamenti come quello del Capannone, che ha consentito di aumentare il compenso idrico diminuendo le pressioni in esercizio, le rotture e i consumi energetici. Decine di inverter installati, sempre per il risparmio energetico.

Le riparazioni quasi in tempo reale, rispetto alle segnalazioni.

Va detto che un acquedotto nuovo ha una perdita totale del 20% che rappresenta il valore minimo a cui tendere, il punto zero.

Per esempio, anche per l’energia elettrica nella sua distribuzione vi sono perdite, in ogni isolante di ogni traliccio, ben misurate e riportate in bolletta all’utenza, che  variano a parità di infrastruttura in funzioni di variabili non del tutto modificabili da parte del gestore.

Le perdite quindi vanno suddivise tra quelle strutturali di servizio, compresi gli sciacqui, i lavaggi, gli sfiori di sicurezza nonché gli scarti, come per qualsiasi processo industriale, e quelle amministrative, cioè gli errori, anche questi in parte fisiologici, di misura dei volumi o stime per definizione non perfette, di misura nella produzione. Questo avviene in particolar modo nelle piccole sorgenti dove i moderni strumenti magnetici elettronici normalmente presenti nei pozzi e nei serbatoi non possono essere installati a costi accettabili.

Tali errori si sommano a quelli di misura al cliente, dovuti ai contatori che normalmente rendono misure leggermente inferiori alla realtà, specialmente se vecchi. Da non trascurare, in particolar modo all’Elba, gli allacci abusivi o non correttamente censiti dal precedente gestore.

Ogni volta che cambiamo una tubazione, l’ultima pochi giorni fa, scopriamo allacci non corretti che incidono sul calcolo delle perdite fisiche reali. Sanare queste situazioni richiede sforzi e tempo.

Anche le perdite in proprietà privata prima del contatore, dove ASA non può intervenire,  incidono notevolmente all’Elba, in particolar modo d’inverno in abitazioni e ville non abitate.

Analizzando i dati di processo del servizio idrico relativi all’anno 2015, come citato nell’articolo del Consigliere di FI Maurizio Marchetti, per un’estensione delle reti, tra adduzioni e distribuzioni di c.ca 3.445,00 km, le perdite totali ( quindi non solo quelle fisiche vere) di ASA in distribuzione ammontano al 36% e l’indice P3 delle perdite reali in distribuzione inserito nel DM 99/97 risulta essere pari al 25.7% per tutto il territorio gestito da ASA SpA.

Ciò scaturisce da  un continuo percorso di attenzione da parte di ASA alla ricerca e ottimizzazione delle perdite con investimenti mirati: oltre 100 distrettualizzazioni, regolazioni di pressioni, nuovi sollevamenti, regolazioni varie; il tutto con il limite del metodo tariffario.

Ridurre le perdite in modo sistematico significa sostituire le reti ormai vetuste.

Le reti delle nostre città hanno mediamente un’età di 50 anni. Se volessimo mantenere questo grado di vetustà, che non è certo l’ideale, dovremmo rinnovare il 2% delle reti ogni anno. ASA ha circa 3.445 km di rete di acquedotto; dovrebbe pertanto sostituire 70 km all’anno di rete per un costo medio di 14 milioni di euro che andrebbero ad incrementare i 35 milioni all’anno attualmente previsti dal nuovo piano approvato.

Fare classifiche in questo settore è molto complicato. Perché non si dice che ASA ha, tra i gestori,  la maggiore copertura del territorio per il servizio di fognatura e depurazione?

Non si tratta di fare gare o di partecipare a competizioni che non sono il nostro mestiere; si tratta di recuperare efficienza per massimizzare gli investimenti. Quali investimenti? I ritardi accumulati negli anni rendono imbarazzante la scelta, tenuto conto che la tariffa che sorregge un piano ambizioso ha limiti di sopportabilità che non possono essere dimenticati.

Solo con una visuale un po’ più ampia si può apprezzare lo stato del servizio idrico, le cose fatte e quelle da fare.