Conai investe 800mila euro sul riciclo delle frazioni critiche (5 anni dopo Revet)

[6 marzo 2014]

“Finalmente” qualcosa si muove anche a livello nazione sul fronte delle frazioni di imballaggi più critiche da riciclare, come appunto le plastiche eterogenee, il vetro fine e i poliaccoppiati metallici. Sul tavolo infatti ci sono 800mila euro che il consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi, Conai, ha deciso di investire su un piano triennale di ricerca scientifica e tecnologica condotta dal Cnr, in collaborazione con le Università, Centri studi ed Enti di ricerca.

L’obiettivo principale risiede nel trattamento eterogeneo dei materiali. Da un lato, quello degli scarti “muti-materiale” post consumo, con il recupero delle frazioni metalliche. Dall’altro, lo sviluppo di tecniche di funzionalizzazione e compatibilizzazione delle plastiche miste. Proprio quest’ultima sembra essere la sfida prioritaria e non possiamo non notare che si va a finanziare qualcosa che già è stato fatto e che Revet ha già dimostrato funzionare: il progetto Plasmix avviato nel 2009 da Revet, Pontech, Pontlab e la Regione Toscana, è culminato con l’inaugurazione, nel luglio 2013, dell’impianto italiano di riciclo e granulazione delle plastiche eterogenee post consumo, gestito da Revet Recycling, società controllata al 51% da Revet spa. Più che ripartire da zero, sarebbe stato quindi forse più utile partire da cosa c’è già.