Il DTE-Toscana fa il punto sulle prospettive e potenzialità del GNL in Toscana

[4 aprile 2017]

L’incontro, svoltosi lo scorso 23 marzo, presso la Sala Pegaso della Presidenza della Regione Toscana, ha visto la partecipazione di circa 50 soggetti, tra imprese, ricercatori ed enti pubblici a vario titolo interessati.

L’argomento era il GNL (Gas Naturale Liquefatto) in tutte le sue declinazioni: dalle varie fasi della filiera di produzione, fornitura e consumo, sino alla pianificazione energetica. Proprio la particolarità della filiera -trasversale e multisettoriale- ha consentito che la discussione abbracciasse un ampio spettro di esperienze e competenze: oltre a quelle nel campo produttivo e della ricerca l’argomento è stato affrontato anche sotto l’aspetto minerario e delle biomasse, sotto quello dei servizi pubblici, dell’ingegneria e industria Oil&Gas, sino ad arrivare persino alle politiche energetiche in ambito regionale.

Il settore GNL appare infatti in continua ascesa, e offre garanzie tali in termini di riduzione dell’inquinamento da essere stato incluso dall’Unione Europea tra gli strumenti che consentiranno l’affrancamento dai combustibili derivati dal petrolio, in particolar modo per quanto riguarda il settore dei trasporti.

Alla base del GNL è infatti il gas metano, opportunamente liquefatto, refrigerato e condensato, dagli impatti ambientali estremamente ridotti e molto meno soggetto a oscillazioni di mercato rispetto a quanto accade per il petrolio.

Inoltre, può essere prodotto -oltre estratto da giacimenti sotterranei- attraverso processi biodigestivi a base vegetale (residui colturali ed agroindustriali), zootecnica e, addirittura, fanghi di depurazione delle acque reflue e nelle discariche. La liquefazione, inoltre, consente un raddoppio della densità energetica, favorendo lo stoccaggio ed il trasporto anche in aree remote. In Toscana, i biodigestori da biomasse agricole e zootecniche contano una potenza installata di circa 30 Mwe, mentre è attivo sin dai primi decenni del secolo scorso un piccolo impianto di produzione.

Ad oggi, infatti, il biometano prodotto è utilizzato -anche grazie al sistema di incentivazione sulla produzione da fonti rinnovabili- per produrre elettricità, ma è facile prevedere che in futuro, la progressiva riduzione di questo tipo di supporto, l’aumento delle superfici coltivate ad uso agricolo per soddisfare la crescente domanda alimentare, il recupero delle aree rurali abbandonate,  condurranno a usi diversi e ad un aumento del potenziale produttivo.

In un quadro del genere, ed ipotizzando l’osservanza dei criteri di sostenibilità ed impatto ambientale, è altrettanto ipotizzabile la realizzazione di molti piccoli impianti di liquefazione al fine di consentire il trasporto nelle zone non servite e sulle lunghe distanze senza necessariamente ricorrere ai metanodotti.

Non va dimenticato che, nella visione d’insieme, oltre ai mezzi terrestri e marittimi, in grado di trasportare il GNL, anche le aree portuali potrebbero essere sede di impianti per la liquefazione, rigassificazione, carico e scarico del gas liquefatto, nonché di depositi costieri per la distribuzione.

Un quadro che -nel suo complesso- non necessita di grandi investimenti, ma che risente di un mercato ancora in fase iniziale di sviluppo, sia a livello nazionale che regionale. Un mercato che, tuttavia, potrebbe ricevere una spinta positiva di crescita attraverso politiche energetiche e di incentivazione all’uso del GNL.

Proprio la mancata regolazione del settore, la carenza di una specifica politica energetica, ambientale ed industriale fanno sì che il settore, nonostante la filiera tecnologica, le grandi aspettative da parte degli operatori e il quadro tariffario favorevole, non riesca a esprimere compiutamente tutto il proprio potenziale di sviluppo.

Ed è proprio su questo ultimo elemento che si sono concentrati i relatori nelle conclusioni del seminario, trovandosi unanimi nel richiedere a gran voce la promozione di una vera e propria “Filiera GNL” che consenta di direzionare ed ottimizzare le opportunità offerte dall’UE e dal Governo, coinvolgendo anche le PMI maggiormente interessate dalla realizzazione degli impianti di liquefazione sul territorio.

Una delle opportunità di sviluppo prese in esame, ad esempio, potrebbe essere la creazione di un’area SECA-Sulphur Emission Control Area nel Mediterraneo. Le SECA sono infatti aree di mare all’interno delle quali sono stabilite rigide regole di rispetto della quantità alcune sostanze per ridurre l’inquinamento causato dal traffico marittimo.

Per quanto riguarda la Toscana, è stato rilevato come la presenza di alcune condizioni preesistenti (infrastrutture energetiche costiere, aree portuali ed operatori economici interessati e in parte già attivi sul tema, impianti di produzione di biogas presenti, competenza di alto profilo nella ricerca)  potrebbe rappresentate un elemento di facilitazione alo sviluppo di una filiera anche regionale del GNL, soprattutto con una componente di origine non fossile.

I soggetti e gli operatori del settore interessati a qualsiasi titolo al progetto possono richiedere maggiori informazioni scrivendo a: info@cosvig.it