Due tartarughe marine torneranno presto in mare con trasmettitore satellitare

[10 aprile 2015]

Sabato 11 Aprile 2015 alle ore 11,00 saranno liberati due esemplari di tartaruga marina Caretta caretta presso il Lungomare di Castiglione della Pescaia e saranno dotate di trasmettitore satellitare che permetterà di seguire le loro migrazioni nelle acque del Mar Mediterraneo.

Il Club Subacqueo Grossetano ha organizzato per sabato 11 Aprile 2015 alle ore 11,00 la liberazione di due esemplari di tartaruga marina Caretta caretta presso il Lungomare di Castiglione della Pescaia.

I due esemplari sono una femmina adulta di 66 cm CCL e 33 kg, chiamata Olivia, e un
esemplare subadulto di 56 cm CCL e 25 kg, chiamata Ondina.

Le tartarughe erano state catturate accidentalmente, nei mesi scorsi, nelle reti a strascico di un peschereccio e Ondina aveva già una marcatura francese, del museo di storia naturale di Parigi.
Dopo un periodo di osservazione e breve degenza nel Centro di recupero tartarughe marine di Grosseto saranno rilasciate dallo staff del Club Subacqueo Grossetano alla presenza degli Ufficiali della Capitaneria di Porto di Castiglione della Pescaia, di alcuni rappresentanti dell’Amministrazione Pubblica, di ARPAT ed i rappresentati dell’Osservatorio Toscano Cetacei e di alcuni studenti delle scuole locali.

Grazie alla collaborazione con l’Università di Pisa le due tartarughe saranno dotate di un trasmettitore satellitare che permetterà di seguire le loro migrazioni nelle acque del Mar Mediterraneo, così come già accaduto nel 2014 con la tartaruga GoGo Luce nell’ambito del progetto CARESAT, coordinato dall’Università di Pisa e finanziato dalla Regione Toscana con il bando Go Green Mare 2014.

L’esperienza della telemetria satellitare è l’unica che fornisce dati particolarmente utili e precisi sui movimenti delle tartarughe marine comuni (della specie Caretta caretta) che frequentano le acque toscane del Santuario Pelagos , ma purtroppo ha lo svantaggio di essere molto costosa.
ARPAT metterà a disposizione un tag satellitare da applicare al carapace di uno dei due esemplari, tag che era stato acquistato con il progetto Gionha proprio a questo scopo, e finanzierà la successiva trasmissione satellitare degli spostamenti attraverso il sistema satellitare ARGOS, consentendo di monitorare i movimenti effettuati dalle tartarughe per molti mesi.