Geotermia sicura

[22 maggio 2014]

In riferimento ad alcune prese di posizione emerse recentemente su geotermia e salute, probabilmente dovute anche al clima elettorale, Enel Green Power ribadisce quanto hanno recentemente ricordato gli organi competenti: come ha sostenuto l’Azienda sanitaria locale in una nota stampa ufficiale, non c’è relazione tra lo stato di salute dei cittadini e l’attività geotermica. Fin dal primo rapporto dell’ARS Toscana, risalente al 2010 e poi aggiornato a maggio 2013, si esclude che l’attività geotermia incida negativamente sulla salute dei cittadini.

Del resto, in ogni parte del mondo in cui è presente la geotermia non vi è correlazione tra il fenomeno geotermico e la salute dei cittadini: la geotermia industriale, anzi, oltre a essere sostitutiva di emissioni di gas naturali, è considerata assolutamente rinnovabile e il suo sviluppo è incentivato in tutti i Paesi del mondo, ove è presente la risorsa. Il concetto è ancor più vero in Toscana dove da anni Enel Green Power al termine del processo di produzione svolge la reinizione dell’acqua nel serbatoio geotermico così da mantenere nel più assoluto equilibrio il ciclo geotermico. Oltre a questo, Enel Green Power ha brevettato e dotato i propri impianti dell’AMIS (Abbattimento Mercurio e Idrogeno Solforato) che separa i gas incondensabili in uscita, raggiungendo così standard di qualità che la collocano ai primi posti nel mondo per la compatibilità ambientale.

Sul tema delle emissioni tra l’altro, al di là di considerazioni estemporanee che spesso vengono fatte, ci limitiamo a riportare i dati oggettivi e gli studi degli enti preposti. In tal senso è chiarissimo il rapporto sullo stato della qualità dell’aria nelle aree geotermiche redatto e presentato da ARPAT anche nelle riunioni pubbliche tenutesi nel 2013 a Radicondoli, ad Arcidosso e a Santa Fiora: da esso si evince come  il  livello di qualità dell’aria nell’ area geotermica di Bagnore risulti decisamente superiore a molti centri della Toscana. Inoltre, per ridurre ulteriormente il livello di emissioni, proprio nell’Autorizzazione della Centrale Bagnore 4 sono previste prescrizioni che attraverso l’applicazione delle MTD (Migliori Tecnologie Disponibili) abbattono anche elementi ad oggi non normati, come l’ammoniaca. E’ importante sottolineare che i dati emissivi sono costantemente monitorati mediante controlli da parte di ARPAT e da sempre rientrano nei limiti previsti dalla normativa vigente.

Infine, anche per quanto concerne la questione delle falde acquifere, occorre dire che il tema è stato ampiamente approfondito nel corso di questi anni dagli Enti preposti anche attraverso numerosi studi e relazioni. I dati che vengono diffusi da alcuni soggetti del territorio sono stati confutati dagli studi recenti e dai dati reali misurati dai piezometri. Anche durante l’iter di VIA relativo a Bagnore 4 le valutazioni degli Enti preposti, gli studi scientifici e i documenti prodotti hanno raggiunto la conclusione che non c’è collegamento idraulico tra il bacino acquifero idropotabile dell’Amiata e il campo geotermico; la portata delle sorgenti dell’Amiata è in correlazione stretta con le quantità di ricarica meteorica/nevosa e non è dipendente dalla produzione di vapore; la composizione a livello isotopico delle acque del bacino acquifero potabile dell’Amiata non denota alcuna influenza da parte dei serbatoi geotermali. Ma sugli acquiferi è estremamente confortante il dato reale del livello dell’acquifero amiatino misurato attraverso il pozzo piezometrico in località Poggio Trazzuolo (2010) e gli altri piezometri realizzati (piezometro 6 – Madonna del Castagno, piezometro 7 – La Valle), la cui installazione dopo anni di teorie ha permesso di misurare il dato effettivo. Anche in questo caso è opportuno precisare che, a partire dai primi mesi del 2013, i dati reali misurati dai piezometri in funzione indicano che il bacino acquifero del Monte Amiata è in continua risalita evidenziando chiaramente la correlazione, tenuto conto dello sfasamento dovuto ai tempi di corrivazione dell’acqua nel sottosuolo, con il regime di piovosità/nevosità dell’area amiatina e senza che sia evidenziata nessun tipo di interferenza dovuta alla geotermia.

Sono tutti elementi forniti non da Enel Green Power ma di enti terzi, ribaditi tra l’altro nella recente sentenza del TAR, che nel merito ha respinto tutte le istanze del ricorso sulla VIA di Bagnore 4 presentate da alcuni soggetti. Enel Green Power non intende essere coinvolta a sproposito nel dibattito elettorale e per questa ragione ha ritenuto opportuno ricordare alcuni concetti che sono frutto di studi scientifici e non di considerazioni ideologiche.