A Grosseto Sei Toscana partecipa al Consiglio comunale aperto sui rifiuti. Organni: “Ecco il nostro piano industriale. Più raccolta differenziata e riciclo”

[11 febbraio 2016]

Il Consiglio comunale aperto svoltosi a Grosseto martedì scorso, è stata l’occasione per Sei Toscana per fare chiarezza su un tema delicato e controverso come quello legato alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti. Eros Organni, amministratore delegato di Sei Toscana, il gestore unico dei rifiuti dell’Ato Toscana Sud, ha illustrato ai consiglieri ed ai cittadini presenti le linee guida del piano industriale della società, soffermandosi sulle attività e gli investimenti già realizzati e sul lavoro che attende il gestore nella Toscana del sud. “Ciò che si intende per gestione dei rifiuti, è un sistema complesso che non si limita solo alla pulizia delle strade e allo svuotamento dei cassonetti – ha spiegato Organni –. Gestire i rifiuti significa mirare al raggiungimento di obiettivi di raccolta differenziata e soprattutto di riciclo dei materiali da reimmettere nei cicli produttivi, puntando ad un sistema impiantistico che consideri lo smaltimento in discarica come ultimo anello della catena. La gestione dei rifiuti deve per questo essere pensata con una dimensione industriale, con un soggetto in grado di perseguire efficienza e avere una visione di ogni fase nella sua complessità. A volte si tende a ragionare solo sulle quantità dei rifiuti da raccogliere, perdendo di vista il vero fine della raccolta differenziata: il riciclo”. L’Ad di Sei Toscana ha proseguito illustrando i cardini su cui si basa il sistema industriale della società e gli strumenti che il gestore adotterà per perseguirlo. “Sei Toscana si è dotata di un piano di riorganizzazione dei servizi che, in linea con il piano regionale, punta al 70% di raccolta differenziata e al 50% almeno di riciclo effettivo. Ci proponiamo di raggiungere questi obiettivi attraverso lo sviluppo della raccolta domiciliare e di prossimità, l’incremento dei centri di raccolta, l’introduzione della raccolta separata del vetro e l’intercettazione di quantità maggiori della frazione organica. Per raggiungere questi obiettivi e riuscire progressivamente ad inviare meno rifiuti in discarica – ha affermato l’amministratore delegato –  è indispensabile poter contare su un sistema impiantistico articolato e complesso, in grado di dare un destino ai rifiuti raccolti. Un esempio: senza l’impianto di compostaggio di Strillaie non sapremmo dove portare la frazione organica raccolta separatamente dagli altri rifiuti nella provincia di Grosseto. Senza la piattaforma Ecolat che svolge una funzione di preparazione al riciclo, gli imballaggi in plastica, alluminio e vetro dovrebbero viaggiare molto prima di essere trattati”. Organni si è poi soffermato sul sistema impiantistico a servizio del territorio. “Il tema degli impianti riguarda la programmazione e, come si sa, questa è in capo all’Ato che è l’ente rappresentativo dei comuni delle province di Arezzo, Siena e Grosseto, insieme alla Valdicornia. Il sistema impiantistico deve essere misurato ed equilibrato sulla dimensione dei flussi ed è certamente auspicabile una razionalizzazione di ciò che già esiste”. Chiusura dedicata al tema delle tariffe. “Occorre evitare la demagogia – ha spiegato Organni – chiarendo ancora una volta che non è il gestore a stabilirle. Oggi sono determinate da Ato, ma presto saranno regolate da un’autorità nazionale, come già avviene per il settore idrico ed energetico. Ciò che è certo è che, a differenza di quanto accadeva in passato, oggi la legge prevede la copertura del 100% dei costi. Il gestore può lavorare per contenere al massimo i costi, efficientando i servizi. Si consideri che nei primi due anni di gestione abbiamo avuto un risparmio di 4,5 milioni di euro solo rendendo più efficiente il sistema degli acquisti e delle forniture. Lavoriamo ogni giorno assieme ad Ato e alle amministrazioni per cercare di rendere sempre più efficiente il servizio, contenendo al massimo i costi e tutelando al massimo il prezioso territorio della Toscana del sud”.