I controlli sui pozzi nell’area ex Cava Calce Paterno (Vaglia – FI)

[14 agosto 2014]

Nello febbraio scorso l’area dell’ex Cava Calce Paterno a Vaglia (Firenze) era stata interessata da una operazione congiunta, su mandato dell’Autorità Giudiziaria, del Corpo Forestale dello Stato, dell’Agenzia delle Entrate e di ARPAT, per il cotrasto al traffico illecito dei rifiut i.

Successivamente, dal proseguo delle indagini, nel luglio scorso, sempre il Corpo Forestale dello Stato con ARPAT e Protezione Civile sono intervenuti nel medesimo luogo rinvenendo rifiuti irregolarmente interrati nell’area, successivamente sottoposti ad accertamenti analitici.

Tali accertamenti hanno permesso di evidenziare la presenza di un contenuto significativo di idorcarburi e metalli pesanti, fra i quali Cromo, Cromo esavalente, Nichel, Piombo. Il contenuto rilevato ha permesso di confermare che si trattava di rifiuti speciali, anche se non classificabili come pericolosi. Tuttavia, vista la presenza significativa di metalli pesanti e di Idrocarburi è stata ribadita al Comune la necessità che sia provveduto al più presto all’allontanamento e/o messa in sicurezza dei rifiuti medesimi .

Riguardo alle acque già nell’aprile scorso sono stati effettuati prelievi lungo i corsi d’acqua Cerretana, Carza e Carzola, campionando a monte e valle di eventuali immissioni derivanti dall’insediamento in oggetto. Dai risultati analitici emersi, trasmessi a suo tempo al Comune, non si evidenziarono valori anomali da segnalare né variazioni significative nella qualità delle acque tra i punti di monte e quelli di valle.

Successivamente, in data 4 agosto 2014, tecnici del Dipartimento ARPAT di Firenze hanno provveduto a prelevare a scopo di indagine campioni di acqua sotterranea da tre pozzi in uso nella zona in questione. La scelta di tali pozzi è stata concordata con il Comune di Vaglia come significativi per l’indagine sull’area.

Nello specifico i campionamenti hanno riguardato i pozzi presenti presso la abitazione via Cerreto maggio 40, via Cerreto maggio 412 e via di Paterno 2413.

Viste le criticità ambientali in atto nel sito le analisi sono state estese al maggior numero possibile di analiti previsti per le acque sotterranee dalla tab. 2 all. 5 D. Lgs 152/06, relativa alla verifica dei siti potenzialmente contaminati.

Da quanto emerso dalle analisi ad oggi completate, si evidenzia che non ci sono valori superiori alla Concentrazione Soglia di Contaminazione stabiliti dalla legge e molti parametri analizzati sono presenti in concentrazioni inferiori ai limiti di rilevabilità delle metodiche adottate per le acque sotterranee.

I valori rilevati sono in linea con i limiti previsti dalle norme per le acque destinate al consumo umano per le quali si rimanda comunque alle valutazioni di competenza della ASL 10.

Sulla base dei risultati ottenuti fino ad ora sui rifiuti e sulle acque sotterranee, pur ribadendo al Comune la necessità che i rifiuti rinvenuti siano messi in sicurezza e/o rimossi al più presto, al momento non sembra che gli inquinanti rilevati abbiano avuto una mobilità tale da creare potenziali contaminazioni all’esterno del sito, tenuto anche conto dello stato relativamente protetto in cui giacciono parte dei rifiuti, e del lungo periodo di tempo trascorso dal momento della loro collocazione nell’area.

Il Dipartimento ARPAT di Firenze ha, comunque, in corso ulteriori verifiche per ricercare, nei sedimenti del torrente Carzola, tracce di eventuali contaminazioni avvenute in passato, che potrebbero essere state provocate dal dilavamento delle acque meteoriche sul piazzale della ditta, ed approfondimenti di tipo idrogeologico sull’area in questione per valutare nel complesso gli esiti di cui sopra e definire altri possibili punti di campionamento delle acque sotterranee.

I risultati analitici sono stati trasmessi anche alla ASL 10 per le valutazioni di propria competenza in merito alla potabilità, suggerendo di acquisire le informazioni sui risultati dei controlli effettuati dal gestore della rete acquedottistica sulle acque superficiali e sotterranee emunte e destinate ad usi potabili nonché informazioni aggiornate sulla rete stessa.

il Dipartimento di Prevenzione della ASL 10 ha predisposto un esame dei dati sul monitoraggio della reta acquedottistica dell’area interessata ed una verifica degli effettivi allacciamenti all’acquedotto delle abitazioni della frazione Paterno.

Ha inoltre attivato uno studio epidemiologico sui dati sanitari correnti di popolazione (residente nella frazione o comunque presente per altri motivi) al fine di evidenziare situazioni anomale.