I costi del servizio di igiene urbana secondo il Greenbook

[10 marzo 2016]

Greenbook, il recente rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Italia prodotto da Utilitalia, fornisce un valido contributo ad analisti ed operatori del settore, illustrando dati che descrivono la dimensione del comparto, le sue caratteristiche e la sua evoluzione. Il rapporto presenta una attenta disamina dei modelli di governance adottati in Italia e li confronta con quelli adottati da alcuni paesi dell’unione Europea, da cui risulta centrale l’esigenza di superare la frammentazione territoriale e gestionale, definita come uno “storico fattore di debolezza strutturale del sistema italiano” che ha spinto il legislatore italiano ad adottare “concrete misure tese ad incentivare i processi aggregativi e il conseguente rafforzamento degli operatori verso un ruolo di player industriale in grado di garantire l’erogazione di servizi in linea con le crescenti aspettative degli utenti, soprattutto in termini di qualità ed efficienza economica”. Ma è proprio sull’efficienza economica che si levano spesso cahier de doleance rispetto ai costi del servizio svolto ed il continuo rimaneggiamento del sistema di calcolo della tariffa, che ha caratterizzato il sistema nel corso degli ultimi anni, non ha certo aiutato da questo punto di vista. La vecchia tassa rifiuti ha infatti lasciato il posto ad una tariffa che deve coprire per intero il costo del servizio, lasciando poco margine di elasticità ai comuni che la devono determinare e poi applicare. Questo in parte spiega l’aumento del costo della Tari lamentato dai cittadini, cui si deve aggiungere che è sempre discrezionalità dei Comuni far gravare il peso più sulle utenze domestiche piuttosto che su quelle non domestiche. Il rapporto Greenbook evidenzia che nel triennio 2013-2015 la spesa media della famiglia tipo, composta da tre persone e che vive in un’abitazione di 100 metri quadri, è cresciuta complessivamente del 2,3%, con una media di 321 Euro nei comuni sotto i 50 mila abitanti e di 289 Euro nei comuni tra i 50mila e i 100mila abitanti. Un dato che corrisponde a quanto emerge da una recente indagine svolta da Federconsumatori, da cui risulta una media pari a 287 Euro per la stessa “famiglia tipo” e che si avvicina anche al dato medio pari a 282,17 Euro che è quello che risulta nei comuni per cui SEI toscana gestisce il servizio di riscossione.