I risultati dei controlli sui gessi rossi della Tioxide

[29 novembre 2014]

Come già annunciato (vedi comunicato del 31 ottobre ) ARPAT, a seguito delle richieste della Regione Toscana e delle amministrazioni locali interessate, ha effettuato i controlli sulla radioattività nei siti di deposito dei gessi Tioxide.

Tenendo conto che le analisi di laboratorio mostrano che i livelli di radioattività naturale dei gessi rossi sono molto più bassi di quelli riscontrati normalmente nei suoli, nelle rocce e nei materiali da costruzione, la verifica è stata dunque impostata su misure puntuali del rateo di dose da radiazione gamma, altrimenti detto irraggiamento esterno (che fornisce la dose oraria dovuta alla permanenza in quel punto) a maglia molto larga, con approssimativamente un punto per maglia di dimensione 150×150 metri quadrati.

Presupposto fondamentale dell’attività era l’assenza di pioggia (che interferisce con le misure in quanto porta a terra la radiazione gamma generata nell’alta atmosfera, e innalza il fondo ambientale) e l’accessibilità dei luoghi in sicurezza.

Dopo un lungo periodo in cui la discarica è stata impraticabile, tra il 13, in cui solo pochi punti erano accessibili, e il 21 novembre (punti quasi tutti accessibili) il personale del settore specialistico ARPAT ha effettuato le misure previste nelle discariche piè di fabbrica e il cosiddetto disposal, vicino all’impianto di produzione gessi rossi.

Metodo di misura
Le misure di irraggiamento da radiazione gamma sono state effettuate tramite apposito strumento portatile, in 43 punti nei siti di smaltimento e in 3 punti fuori dall’impianto per confronto. Lo strumento è posizionato su un cavalletto a circa un metro di altezza (Foto 1 e 2).

Esiti del monitoraggio
I valori misurati confermano che l’irraggiamento è molto basso, inferiori al fondo ambientale che normalmente si trova nel nostro territorio e molto inferiori ai livelli che caratterizzano le aree dove sono presenti rocce di origine vulcanica a chimismo intermedio acido, ovvero soprattutto in provincia di Grosseto e nelle isole, ma non nella piana di Scarlino, e molto marginalmente nella zona circostante.

Infatti, nei punti dove c’è solo gesso rosso, il livello è ai limiti strumentali, non superiore a 20 nGy/h (nanoGray/ora), mentre più frequentemente i valori di fondo ambientale variano tra 50 a 120 nGy/h, fino a oltre 200 nGy/h ad esempio sul Monte Amiata.

In pochi punti della discarica si misurano valori da 20 a 50 nGy/h, perché è presente anche terreno di riporto per il rinverdimento. Nei 3 punti di confronto (1 fuori dalla Tioxide e 2 sulla strada per Scarlino) i valori risultano 50-70 nGy/h.

Conclusioni
Le verifiche effettuate nei siti di smaltimento dei gessi rossi confermano il quadro atteso, ovvero che i livelli di irraggiamento esterno sono i più bassi misurati in Toscana, inferiori al fondo ambientale che normalmente si trova nel nostro territorio e molto inferiori ai livelli che caratterizzano le aree dove sono presenti rocce di origine vulcanica a chimismo intermedio acido, ovvero soprattutto in provincia di Grosseto e nelle isole, ma non nella piana di Scarlino, e molto marginalmente nella zona circostante.

A fronte di tali evidenze, non vi è alcun presupposto per considerare i siti interessati dallo smaltimento dei gessi rossi come potenzialmente contaminati da attività antropica, né tantomeno che nel caso dei gessi rossi vi sia stato uno smaltimento o un reimpiego di materiali che non potessero essere trattati prescindendo dalle loro caratteristiche radiologiche. Dal punto di vista radiologico, i gessi rossi non contribuiscono all’esposizione alla radioattività naturale ma rappresentano di fatto un miglioramento alla situazione che più frequentemente si presenta in natura.