I risultati delle analisi sui campioni di acqua dell’Usciana

[13 novembre 2014]

L’ intervento ARPAT in servizio di pronta disponibilità, a seguito di segnalazione da parte della centrale operativa della Protezione Civile della Provincia di Firenze, avvenuto nella giornata di domenica 21 settembre 2014 (vedi comunicato del 22.9.2014 ), a seguito della morìa di pesci, verificatasi nel Canale Usciana,  è stato preceduto dall’intervento della Polizia Provinciale per effettuare gli opportuni accertamenti, come previsto dall’apposito protocollo regionale .

Al momento del sopralluogo ARPAT, presso il ponte di Ponticelli sulla via Usciana, luogo indicato dalla Polizia Provinciale per la moria, i tecnici non hanno accertato la presenza di pesci né di carcasse poiché la corrente del canale era tale da averli trasportati a valle; questo non ha consentito di valutare se il luogo della moria fosse effettivamente quello indicato; i tecnici hanno effettuato comunque sul luogo un campione di acqua ed un altro campione all’altezza del ponte di via del Bosco a Santa Croce sull’Arno.

Si fa presente che al momento furono evidenziati i seguenti aspetti:

  • le acque risultavano molto torbide a causa probabilmente delle forti piogge dei giorni precedenti che avevano smosso il fondo limaccioso del canale stesso;
  • la misura dell’ossigeno disciolto evidenziava concentrazioni ridotte, e la conducibilità risultava congruente con i valori del monitoraggio mensile.

I risultati delle analisi di laboratorio effettuate (completate questa settimana) hanno evidenziato per entrambi i campioni:

  • l’assenza di tossicità acuta in base al test con Daphnia magna;
  • valori di cloruri, azoto ammoniacale e COD compatibili con i valori del monitoraggio mensile, come si può evidenziare dai grafici sottostanti;
  • lo screening dei fitofarmaci ha evidenziato, soprattutto nel campione prelevato presso il ponte di Ponticelli, la presenza di una serie di principi attivi anche se in concentrazione contenuta; alcune delle sostanze organiche rilevate sono state già evidenziate da ARPAT nelle acque del Padule di Fucecchio (vedi report sulla qualità ambientale del padule ) in concentrazioni comparabili.

Il canale Usciana è oggetto da tempo di controllo: infatti anche quest’anno sono stati mantenuti i due punti già definiti nella rete di monitoraggio delle acque superficiali da parte della Regione Toscana con frequenza bimensile. Oltre a queste stazioni di controllo, ARPAT ha inserito due ulteriori punti a partire da settembre 2013, posti a monte e valle dello scarico del depuratore di Santa Croce, dove i campioni sono prelevati con frequenza mensile. I dati riportati nei grafici si riferiscono a questi ultimi punti ed evidenziano prevalentemente il contributo del depuratore sul corpo recettore.

Quanto rilevato il giorno 21 settembre (evidenziato in verde nel grafico) non si discosta dai valori rilevati nel monitoraggio.

Si fa presente che il nubifragio abbattutosi sulla zona, nei giorni immediatamente precedenti, ha provocato il dilavamento repentino dei terreni e dei fossi campestri, che raccolgono le acque meteoriche dei piazzali e delle strade di Santa Croce, Castelfranco e Fucecchio; tali acque, che confluiscono indirettamente nel canale Usciana, possono presumibilmente aver abbassato il livello di ossigeno disciolto, anche in modo più rilevante di quanto accertato al momento del sopralluogo, a questo occorre aggiungere il contestuale intorbidamento delle acque del canale.

Questi due fenomeni possono provocare sofferenza ittica, comunque gli esiti delle analisi ARPAT, saranno inviate alla competente ASL, la quale, unitamente ai propri accertamenti, potrà fare le valutazioni sanitarie di merito sulle cause della moria.