Il controllo delle emissioni dei microinquinanti

[4 giugno 2013]

Pubblicato oggi sul sito Web di ARPAT un numero di ARPATnews nel quale si fa il punto sulla complessa attività svolta dall’Agenzia per il controllo delle emissioni dei microinquinanti (diossine, PCB e IPA), con particolare riferimento agli inceneritori.

La Regione Toscana nel 2008 ha adottato due provvedimenti (DGR n.272/2008 e n.652/2008 ) che regolano la gestione degli impianti di incenerimento, le modalità e le tempistiche dei controlli, nonché la relativa informazione al pubblico, ARPAT si attiene a tali disposizioni nella sua attività di controllo.

Le modalità di campionamento

Per l’esecuzione di un singolo campionamento, che viene effettuato al camino, su piattaforme che normalmente sono situate a circa 2/3 della sua altezza, spesso in condizioni disagiate a causa delle condizioni climatiche e soprattutto per la durata di tali operazioni (circa 6-8 ore), sono necessarie di norma, tra approntamento, campionamento e smontaggio delle apparecchiature, tre giornate di lavoro di tre tecnici.

La norma prevede che il gestore dell’impianto attui forme di autocontrollo affidandosi a professionisti, per i microinquinanti organici i gestori sono tenuti ad effettuare di norma 3 controlli/anno.

ARPA Toscana, come ente di controllo, effettua di norma 1-2 controlli/anno su ciascun impianto e svolge queste attività facendo riferimento a due strutture riconducibili ai propri laboratori di Firenze ed di Livorno; nel 2012 sono stati effettuati dall’Agenzia in totale 28 controlli alle emissioni di microinquinanti organici da impianti industriali. Principalmente il controllo ha riguardato impianti di incenerimento di rifiuti con 23 campioni, si è registrato 1 solo caso di superamento del limite di legge, che però rientrava se tenuto conto dell’incertezza analitica.

Il monitoraggio in “continuo”

Mentre per una serie di macroinquinanti (polveri, ossidi di azoto, ecc) molti impianti industriali sono dotati di sistemi automatici di monitoraggio in continuo, che restituiscono anche immediatamente i dati analitici, ciò non è possibile per i microinquinanti, poiché le relative analisi sono molto più complesse. La determinazione dei microinquinanti nelle emissioni gassose è infatti caratterizzata da un insieme di problematiche riconducibili alle bassissime concentrazioni in gioco. Si pensi, ad esempio che il limite di legge per le diossine è costituito da 0,1 nanogrammi per metro cubo di area campionato. Un grammo è pari a un miliardo (1.000.000.000) di nanogrammi, quindi 0,1 nanogrammi sono 0,00000000001 grammi.

Tuttavia, da qualche anno sono disponibili sul mercato sistemi di campionamento automatici che permettono di effettuare il campionamento su un tempo prolungato. Tali sistemi si basano sull’adsorbimento su un supporto solido (chiamato “fiala”) dei microinquinanti oggetto del controllo. Una fiala serve ad effettuare un campionamento di durata variabile (di norma compreso fra una e quattro settimane). Al termine del campionamento la fiala, che deve essere conservata refrigerata, deve essere trasferita ad un laboratorio per essere analizzata e quindi per poter determinare la concentrazione degli inquinanti.

Tali sistemi offrono quindi la possibilità di tenere sotto controllo periodi temporali molto più estesi rispetto ai campionamenti manuali, ma al momento la normativa che regola ala materia prevede che la verifica del rispetto del limite debba essere attuata utilizzando i campionamenti manuali, quindi della durata di 6-8 ore. I sistemi di campionamento in continuo possono quindi rappresentare solo un dato complementare a quello prodotto dal controllo “ufficiale”.

In sede di autorizzazione le Amministrazioni provinciali possono prescrivere l’istallazione di tali sistemi e conseguentemente i periodi di campionamento, la loro durata, le modalità di conservazione delle fiale, le modalità di analisi da effettuare delle fiale, sia come autocontrolli (a cura di laboratori privati) che da parte di ARPAT. Attualmente, in Toscana sono 5 gli inceneritori che hanno sistemi del genere.

Le analisi di laboratorio

I campioni prelevati alle emissioni dei camini, sono sottoposti ad analisi di laboratorio mediante gascromatografia abbinata al rivelatore di massa ad alta risoluzione (HRMS), una tecnica di altissima tecnologia che richiede personale esperto e professionalmente qualificato.

ARPAT è una delle poche regioni che può vantare due centri specializzati: i laboratori di Area Vasta di Firenze e di Livorno. Il centro regionale di Firenze (e anche quello di Livorno nelle prossime settimane) è uno dei 5 laboratori delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale ad essere accreditato secondo la norma ISO 17025:2005 per le analisi delle diossine alle emissioni (l’accreditamento comprende anche la fase di campionamento), presso l’Ente Nazionale di Accreditamento ACCREDIA . In Toscana ci sono solamente altri due laboratori privati ad essere accreditati per l’analisi delle diossine alle emissioni.

L’ARPATnews con l’articolo completo