Il Piano interprovinciale dei rifiuti dell’Ato Toscana Sud verso l’adozione: più differenziata e utilizzo ottimale degli impianti già presenti sul territorio

[23 gennaio 2014]

Nelle scorse settimane è stato presentato il nuovo Piano interprovinciale dei rifiuti urbani e speciali per l’area vasta compresa nell’Ato Toscana Sud che dovrebbe essere portato ad approvazione dai consigli provinciali di Arezzo, Grosseto e Siena entro la fine del mese. Il Piano, previsto dalla legge regionale 61 del 2007 che ha ridotto a tre gli ambiti territoriali ottimali, indica le linee di programmazione della gestione dei rifiuti urbani e speciali fino al 2025 nelle tre province di riferimento (e di sei Comuni della Val di Cornia) e individua le necessarie dotazioni impiantistiche a supporto con l’obiettivo dell’autosufficienza. 70% e 60% le percentuali che stanno alla base del Piano e ne rappresentano gli obiettivi.

Ovvero 70% l’obiettivo di raccolta differenziata al 2020 (il 5% in più dell’obiettivo che doveva essere raggiunto nel 2012) e il 60% di riciclo di materia (sempre al 2020), assumendo come dato di riferimento un valore di produzione procapite stabilizzata al 2010, considerando sia le dinamiche economiche sia quelle sociali e, riconoscendo che intervenire sulla prevenzione della produzione dei rifiuti su scala locale sia del tutto aleatorio, rimanda all’Ato e quindi ai comuni, la raccomandazione di intervenire con l’introduzione di una tariffa puntuale per ottenere in maniera concreta, l’obiettivo di stabilizzazione. Dati questi obiettivi e sulla base dell’attuale sistema impiantistico presente nei territori su cui interviene il piano, la previsione riguardo alla realizzazione di nuovi impianti a servizio del sistema di gestione è minima e anzi rivede al ribasso anche quanto era previsto nei precedenti piani.

In particolare in provincia di Arezzo l’ipotesi proposta è quella di operare, eventualmente, il revamping dell’impianto di San Zeno sino ad arrivare ad una capacità massima di 55.000 tonnellate/anno rispetto alle 42mila attuali. Rimane invece a disposizione per il recupero energetico l’impianto di Poggibonsi con una capacità di trattamento pari a 70.000 tonnellate/anno. Anche molte discariche in attività saranno dismesse una volta esaurite le volumetrie autorizzate sino ad avere in dotazione una sola discarica attiva per provincia: Terranova Bracciolini per Arezzo, Cannicci per Grosseto e Abbaddia San Salvatore per il senese. Prevista anche la realizzazione a Strillaie (Grosseto) di un biodigestore anaerobico e un’ulteriore linea di selezione degli scarti provenienti dal residuo secco. Riguardo ai rifiuti speciali non è prevista una dotazione impiantistica dedicata e l’allocazione lasciata al libero mercato. Il Piano sarà adottato entro la fine di gennaio per poi seguire l’iter di ogni atto di pianificazione con la pubblicazione, il periodo delle osservazioni e la loro discussione.