Il punto sulle maleodoranze a Stagno (Collesalvetti – LI)

[27 luglio 2015]

In occasione dei numerosi episodi di maleodoranze percepite dalla popolazione di Stagno nell’estate 2014 nonché nel periodo dicembre 2014 – gennaio 2015, i tecnici del dipartimento ARPAT di Livorno hanno effettuato alcuni interventi recandosi nelle zone del territorio in cui erano state segnalate le maleodoranze, presso gli impianti della Raffineria ENI e presso altri impianti presenti sul territorio interessato dal fenomeno (Deposito soc. Costiero Gas, deposito soc. Costieri d’Alesio). [vedi ARPATnews L’attività di controllo di ARPAT per le maleodoranze segnalate a Stagno (Collesalvetti, LI) nel dicembre 2014 e gennaio 2015]; in tutti i sopralluoghi effettuati i tecnici hanno riscontrato la presenza effettiva di maleodoranze che qualitativamente non risultavano sempre della stessa natura.

A seguito di tali interventi e su richiesta dell’Amministrazione comunale, ARPAT ha effettuato una serie di approfondimenti per risalire con maggior precisione alle sorgenti che, sulla base delle prime valutazioni, sembravano essere diversificate. [vedi a proposito ARPATnews Esiti degli approfondimenti condotti da ARPAT per le maleodoranze percepite dalla popolazione a Stagno (Collesalvetti, LI)].

I medesimi risultati sono stati trasmessi da ARPAT ad ISPRA, in quanto soggetto titolare delle attività di controllo sull’impianto ENI, soggetto all’autorizzazione ambientale integrata ministeriale.

Nel mese di Marzo 2015, il Settore specialistico di Modellistica Previsionale di ARPAT, ha prodotto uno studio sulla dispersione degli inquinanti in atmosfera  [vedi Esiti approfondimento emissioni convogliate dello stabilimento ENI di Collesalvetti (LI)].

Il 27 marzo 2015 Il Ministero dell’Ambiente (MATTM) ha diffidato l’ENI a realizzare cautelativamente misure complementari di contenimento degli odori e a comunicare entro 30 giorni le misure di mitigazione più appropriate che la società intende realizzare, secondo quanto indicato nella relazione ARPAT, fornendo anche il relativo cronoprogramma.

Il 29 aprile 2015 ENI ha risposto al MATTM indicando le azioni che intendeva mettere in atto con il relativo cronoprogramma.La risposta ha individuato alcuni interventi da realizzare, con le relative date di adeguamento, mentre per altri la Società ha preso impegno di presentare una relazione sulla loro fattibilità.

Il 5 maggio 2015 il MATTM ha richiesto ad ISPRA di esprimersi su quanto presentato da ENI al fine di verificare il superamento della diffida, cosa che ISPRA Ha fatto il successivo 23 giugno.1

Tra gli interventi indicati da ISPRA è inserita la copertura delle vasche di areazione (studio di fattibilità) e la verifica delle eventuali perdite dai tetti galleggianti dei serbatoi di preaccumulo dell’impianto TAE. Entrambi già indicati nella relazione di ARPAT come interventi da realizzare.

Nei giorni 19, 20 e 21 maggio 2015 ISPRA ed ARPA Toscana hanno eseguito il controllo AIA annuale presso la Raffineria effettuando, in tale ambito, un sopralluogo presso le sezioni dell’impianto TAE e riscontrando che è stato realizzato quanto già richiesto da ISPRA nel luglio 2014, cioè il potenziamento dell’esistente sistema di nebulizzazione di prodotto odorizzante. L’intervento interessa una minima parte delle emissioni prodotto dall’impianto e quindi non è risolutivo del problema.

In particolare, in riferimento agli eventi di maleodoranza occorsi tra la fine di dicembre 2014 e i primi giorni di gennaio 2015, il gestore ha dichiarato che, pur non avendo individuato la causa primaria, ha preso atto di quanto riportato nella relazione ARPAT del febbraio.2015 ed ha pertanto proposto le ulteriori azioni descritte nella nota di fine aprile, a seguito delle quali ISPRA e MATTM hanno accettato formalmente il cronoprogramma degli interventi proposti da ENI che prevede il completamento degli stessi entro il 31 dicembre 2016.

I sopralluoghi effettuati nell’ultimo periodo (giugno-luglio 2015) a seguito di ulteriori segnalazioni per maleodoranze (segnalazioni di residenti nelle località Stagno e Guasticce), confermano le risultanze delle precedenti indagini e cioè che le sorgenti causa degli episodi segnalati possono essere identificate all’interno della raffineria ENI ed anche in altre attività industriali collocate nelle immediate vicinanze della raffineria nell’area nord del Comune di Livorno.

Alla luce di quanto sopra, poiché nell’area sottoposta a indagine insistono molte attività con alta potenzialità di emissione di sostanze odorigene che concorrono quindi al fenomeno segnalato, l’attenzione di ARPAT rimane elevata, sia in riferimento ad attività di controllo che nell’ambito di procedimenti autorizzativi, con la consapevolezza che gli interventi di mitigazione su emissionipotenzialmente odorigene dovranno essere richiesti a tutte le attività che insistono sul territorio, per raggiungere un progressivo miglioramento nel tempo della qualità dell’aria e delle condizioni di vivibilità.

Per approfondimenti vedi documento: Resoconto delle attività svolte da ARPAT e ISPRA in merito agli episodi di maleodoranza segnalati in Località Stagno nel periodo dicembre 2014 – gennaio 2015