Inceneritore di Baciacavallo – Prato: il punto della situazione

[15 ottobre 2015]

In relazione alle dichiarazioni apparse sulla stampa, in merito alla diffusione dei dati riguardanti l’inceneritore di Baciacavallo (Prato), l’Agenzia fa il punto sulla situazione.

Da vari anni ARPAT controlla le emissioni in atmosfera dell’inceneritore di Baciacavallo con esiti conformi ai limiti di legge per i vari parametri analizzati tra cui diossine e metalli.

Nello scorso mese di giugno ARPAT ha effettuato un monitoraggio sui suoli nell’area residenziale limitrofa all’impianto di incenerimento di Baciacavallo, per la ricerca di microinquinanti e metalli: gli esiti non hanno dato evidenza di superamenti dei limiti i legge, come risulta dalla relazione di ARPAT del 7 agosto. Le aree che sono state individuate per effettuare i prelievi di suolo sono le seguenti:

  • giardino della scuola secondaria di primo grado Ivana Marcocci situato nel lato ovest rispetto all’impianto;
  • Piazzale Palasaccio, in prossimità della gora del Palasaccio, situato nel lato sud rispetto all’impianto;
  • campo di calcio confinante con il lato est dell’impianto;
  • Chiesa di Cafaggio, situata presso il lato nord rispetto all’impianto.

La relazione di ARPAT del 7 agosto, contenente i risultati analitici di questo monitoraggio, è stata trasmessa al “Coordinamento comitati per la salute della piana di Prato e Pistoia” da parte della Provincia di Prato. ARPAT, invece, dal mese di agosto è ancora in attesa di poter trasmettere questa relazione al Comitato “Difendiamo la nostra salute”, responsabile delle dichiarazioni apparse sulla stampa, poiché questo comitato è risultato non reperibile all’indirizzo dal medesimo indicato come proprio recapito, al quale era stata inviata la suddetta relazione.

ARPAT coglie l’occasione dell’informazione sugli esiti dei campionamenti di suolo effettuati nella zona residenziale circostante l’impianto di incenerimento di Baciacavallo per ampliare il quadro conoscitivo della complessa questione dei microinquinanti.

I risultati dei controlli effettuati da ARPAT delle emissioni in atmosfera, ed anche degli autocontrolli svolti dal gestore dell’impianto, danno evidenza di come i limiti di legge siano ampiamente rispettati, con valori decisamente poco significativi anche per PCB-diossinasimili ed esaclorobenzene (HCB).

Di seguito si riportano, solo per darne una sintesi storica, i dati rilevati da ARPAT sul parametro diossine in quanto ritenuto di maggior apprensione per la cittadinanza.

Dati rilevati da ARPAT delle emisisoni in atmosfera – PCDD/PCDF ng I -TEQ/Nm3 – Diossine e Furani
2015 2014 2013 2012 2011 2010 2009 2008 2007 2006 2004 2002 2002
0,00012 0,00015 0,0075 0,00071 0,00091 0,00062 0,012 0,0027 0,019 0,0029 0,0004 0,0014  0,0031
 Limite di legge 0,1 ng I -TEQ/Nm3

 

In conclusione si può affermare, come già sostenuto in una precedente ARPATnews del 2013, nella quale si fece il punto della situazione ad allora, che la contaminazione dovuta alle emissioni di diossine dall’Inceneritore di Baciacavallo, sulla base dei dati di cui sopra, risulta di ridotta significatività rispetto alle altre fonti emissive presenti nel contesto territoriale circostante all’impianto (autostrada, strade di grande viabilità, I° Macrolotto Industriale, numerose caldaie domestiche ed industriali, ecc….).

Infine, per quanto riguarda le analisi dei suoli di cui sopra, si può affermare che gli esiti non hanno dato evidenza di superamenti dei parametri analizzati (microinquinanti e metalli) nelle diverse zone campionate rispetto alle CSC (Concentrazione Soglia di Contaminazione) riferite alla destinazione ad uso verde, residenziale.

Viene ritenuto tuttavia opportuno approfondire la caratterizzazione dell’area in prossimità della gora del Palasaccio, soprattutto in relazione alla necessità di chiarire la destinazione d’uso delle superfici oggetto di campionamento (aiuole stradali) – se si devono considerare residenziali o meno – e quindi sui valori di CSC (Concentrazione Soglia di Contaminazione) di riferimento.