Inceneritore di Scarlino Energia: i risultati del controllo ambientale integrato

[19 giugno 2013]

A seguito del rilevamento di un superamento dei limiti di legge per le emissioni delle diossine da parte dell’inceneritore di Scarlino Energia (vedi notizia del 28 maggio 2013 ), sulla stampa si sono chiesti vari chiarimenti in merito alle attività di controllo svolte dall’Agenzia su questo impianto dal momento della sua riapertura nel dicembre scorso.

Nella logica della massima trasparenza alla quale si attiene ARPAT, pubblica sul suo sito una sintesi del rapporto conclusivo del controllo ambientale integrato, già inviato alla Provincia quale ente preposto all’autorizzazione (infatti l’impianto rientra fra quelli con Autorizzazione Integrata Ambientale – AIA)(http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2013/127-13 ).

Nel 2013 sono previste due ispezioni AIA a carico di ARPAT. Alcune delle informazioni contenute nel rapporto sono state oggi anticipate dalla stampa, a seguito di un comunicato dell’avv. Fazzi, al quale le medesime informazioni sono state fornite dal Dipartimento ARPAT di Grosseto a seguito di una richiesta di dati ambientali. Le attività svolte durante il controllo sviluppato in un arco temporale di 5 settimane, a partire dal 3 aprile (quindi allo scadere del primo trimestre di attività dell’impianto, in modo anche da poter confrontare gli esiti degli autocontrolli da parte del gestore con i controlli ARPAT), hanno riguardato:

– verifica delle modalità di gestione degli autocontrolli da parte del gestore, procedendo quindi con una verifica a campione dei vari aspetti fondamentali su diverse matrici;ù

– verifica della gestione dei rifiuti in ingresso all’impianto, oltre che della gestione dei rifiuti prodotti;

– verifica della gestione degli autocontrolli alle emissioni in atmosfera ed una verifica della gestione del Sistema di Monitoraggio in Continuo delle Emissioni (SMCE);

– controllo analitico Emissioni in Atmosfera (macroinquinanti) e contemporanea verifica del regime di impianto e della gestione dei sistemi di abbattimento;

– controllo analitico Emissioni in Atmosfera (microinquinanti) e contemporanea verifica del regime di impianto e della gestione dei sistemi di abbattimento. Campionamento degli scarichi idrici attivi.

L’ispezione ha quindi riguardato la verifica di molti aspetti essenziali derivanti dall’ottemperanza alle specifiche prescrizioni AIA.  Nella sezione ARPATnews pubblicata sul sito dell’Agenzia sono descritti in dettaglio i risultati dei vari controlli effettuati per le diverse matrici. Gli esiti analitici dei controlli ARPAT mostrano il rispetto dei limiti emissivi autorizzati con la Determina AIA per metalli e macroinquinanti (polveri, ammoniaca, mercurio, ecc.). Per quanto riguarda i microinquinanti gli esiti analitici del controllo ARPAT effettuato il 15 maggio hanno  mostrato il rispetto dei limiti emissivi autorizzati con la Determina AIA per IPA e PCB) mentre hanno rilevato il superamento per il parametro diossine e furani PCDD+PCDF (I-TEQ) (vedi notizia del 28 maggio 2013 ) avendo riscontrato un valore di 0,573±0,252 rispetto al limite di legge di 0,1 ng/Nm3 I-TEQ.

Nello stesso tempo sono stati verificati i risultati delle procedure di autocontrollo a carico del gestore, previste dall’atto autorizzativo per il parametro in questione. Nello specifico risultano a carico del gestore un controllo con cadenza trimestrale (il primo di questi da eseguire entro il mese di marzo 2013) e la determinazione con cadenza mensile delle diossine sul contenuto delle fiale raccolto tramite i campionatori in continuo alle emissioni (Amesa).

A tale proposito è utile ricordare che, quest’ultimi, a causa di possibili artefatti (positivi o negativi), costituiscono uno strumento di valutazione a livello sperimentale dell’andamento degli inquinanti nel tempo, di stima delle emissioni annue, ma non di utilizzo alternativo al metodo ufficiali, pertanto i dati non possono essere utilizzati per la verifica del rispetto dei limiti emissivi.

Sulle modalità di controllo al camino delle emissioni dei microinquinanti e sulle caratteristiche del campionamento in continuo ARPAT ha recentemente pubblicato l’ARPATnews 116-13 nel quale sono illustrate in dettaglio tali tematiche. ARPAT, durante l’attività di controllo, ha richiesto e ricevuto i risultati analitici ottenuti dal gestore tramite campionatori in continuo delle diossine (Amesa), che in precedenza non erano stati trasmessi dal gestore all’Agenzia. La linea emissiva E1 è stata sottoposta a prelievo in continuo delle diossine a partire dal 4/1/13 fino al 12/4/13 con 3 periodi di campionamento di durata approssimativamente mensile (successivamente la linea E1 è stata fermata).

I risultati analitici indicano la presenza di un trend in aumento delle diossine (con concentrazioni indicative, e prive di valore legale che risultavano, rispettivamente: 0,302, 0,254, 0,387 ng/Nm3 I-TEQ). La linea emissiva E2 è stata sottoposta a prelievo in continuo delle diossine a partire dal 11/12/12 fino al 24/5/13 con 6 periodi di campionamento di durata approssimativamente mensile. I risultati riportano i seguenti valori: 0,016; 0,007; 0,044; 0,276; 0,113; 0,232 ng/Nm3 I-TEQ. Emerge un trend in aumento, pur partendo da valori molto contenuti, da gennaio a maggio.

La sintesi del rapporto pubblicata si conclude con una analisi integrata del ciclo produttivo nel quale si evidenziano alcune criticità nel funzionamento dell’impianto che hanno determinato problemi di continuità di marcia, di gestione della combustione (emissione di polveri dai forni) e di gestione dei sistemi DeNOx (tali sistemi contribuiscono anche all’abbattimento di diossine) che risultano di fatto nelle problematiche connesse con l’emissione di microinquinanti evidenziata dai controlli ARPAT.

E’ stato quindi richiesto che il gestore presenti una sua analisi integrata della situazione in modo tale che lo stesso possa arrivare a chiarire i punti fondamentali sui cui intende intervenire per eliminare le diverse problematiche sopra esposte e garantire quindi una effettiva continuità di marcia degli impianti, oltre che alla ottimizzazione dei sistemi di abbattimento dei microinquinanti.