Ispezione ARPAT presso una tinto-lavanderia a Prato

[22 maggio 2014]

ARPAT ha effettuato un’ ispezione ambientale presso una ditta tessile di Prato, settore rientrante nel progetto speciale voluto dal Presidente della Regione per combattere l’economia sommersa. Progetto che viene attuato in in collaborazione con le Procure di PO-FI-PT e la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Firenze.

La ditta ispezionata, di proprietà e gestita da cittadini cinesi, svolge attività di “rifinizione e stampaggio tessuti”; si tratta di una tipologia produttiva piuttosto diffusa nel distretto pratese: sono attualmente presenti oltre 100 aziende analoghe.

I sopralluoghi hanno preso in considerazione diversi aspetti ambientali connessi con la gestione dei rifiuti, degli scarichi e delle emissioni in atmosfera, accertando moltplici irregolarità di tipo ambientale (per il dettaglio degli accertamenti svolti vedi ARPATnews ), fra le quali alcune anche di rilievo penale:

  • abbandono rifiuti pericolosi,
  • deposito incontrollato sul suolo di rifiuti pericolosi e non,
  • esercizio in assenza di autorizzazione integrata ambientale.

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, sono state rilevate diverse difformità sia amministrative che penali riconducibili alla irregolare gestione delle fasi di separazione, raccolta, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti prodotti dall’attività, classificabili in parte pericolosi ed in parte non pericolosi.

I rifiuti pericolosi costituiti da imballaggi contaminati da sostanze pericolose, alcuni con caratteristiche di infiammabilità ed in pessime condizioni di conservazione, sono stoccati in maniera incontrollata soprattutto nell’area esterna di pertinenza dell’azienda. L’esame del registro di carico e scarico ha anch’esso confermato gravi irregolarità di gestione; infatti le operazioni progressive di carico e scarico non risultavano, correttamente numerate ed a volte mancavano o erano incompleti i riferimenti ai formulari di smaltimento dei rifiuti mentre la quasi totalità delle operazioni di registro in carico e scarico avveniva nello stesso giorno dello smaltimento.

Durante il controllo sono state riscontrate irregolarità per la rete delle acque meteoriche dilavanti del piazzale che confluiscono direttamente nella rete delle acque reflue, aspetto già oggetto di diffida da parte della Provincia di Prato dell’ottobre 2012 e ad oggi non ancora ottemperato.

Anche per le emissioni in atmosfera sono emerse irregolarità, in particolare per quanto attiene mancato rispetto delle prescrizioni indicate nell’atto autorizzativo relativamente alla registrazione delle manutenzioni e delle tarature dell’analizzatore in continuo installato su una delle emissioni.

Anche le verifiche inerenti lo stato di attuazione delle BAT (Best available techniques ovvero migliore tecnica disponibile), obbligatorie per le aziende soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), hanno evidenziato l’assenza del sistema di gestione ambientale aziendale e quindi non è presente una gestione pianificata ed organizzata dei prodotti chimici, dei macchinari, delle apparecchiature, della risorsa energetica ed idrica.

L’aspetto più critico riguarda la gestione dei prodotti chimici che oltre a costituire pericolo durante le inidonee operazioni di stoccaggio e trasporto sono in parte non registrati nell’elenco dei prodotti detenuti o sprovvisti schede di sicurezza o se presenti le schede di sicurezza non sono aggiornate.

Infine non migliore si è presentata la gestione del personale, che risulta dipendente part time con fasce orarie lavorative alquanto ridotte, pari a 2 ore, ragionevolmente non compatibili con il ciclo produttivo dell’azienda. Per cui risulta poco “realistica” la gestione dell’azienda con il numero complessivo di personale previsto in organico.

Della situazione di grave irregolarità ambientale riscontrata nell’ispezione ARPAT è stata data comunicazione alle autorità competenti.