In Italia la spesa è sempre più green, ma serve una maggiore educazione ambientale

[20 gennaio 2017]

Gli italiani fanno sempre più la spesa con un occhio rivolto all’ambiente. E’ quanto emerge da una ricerca di Ipsos Public Affairs sulle abitudini di spesa degli italiani commissionata da Novamont e presentata in questi giorni a Marca, la fiera internazionale sui prodotti a marca organizzata da Bologna Fiere. Lo studio evidenzia come più del 92% degli abitanti del Belpaese faccia la spesa al supermercato con buste riutilizzabili e l’82% di essi valuti positivamente la legge che ha sancito il passaggio dai sacchetti di plastica tradizionale a quelli biodegradabili, considerata un passo in avanti dal punto di vista del rispetto dell’ambiente. Grande consenso (87% di favorevoli) anche per l’iniziativa di trasformare in biodegradabili i sacchetti del reparto ortofrutta, come prescrive la direttiva europea che scatterà a partire dal 2018. Gli italiani sono sempre più sensibili al tema ambientale quindi, ma con posizioni diverse. La ricerca infatti evidenzia come un 27% di essi si senta chiamato in causa attivamente, ma anche un 42% che, pur attuando comportamenti virtuosi nel proprio quotidiano, crede che la responsabilità di trovare soluzioni efficaci ai problemi ambientali vada demandata alle istituzioni. Significativo (oltre il 30%) anche il numero di persone che considerano la questione dell’ambiente una battaglia persa e non vi prestano per questo particolare attenzione nei gesti quotidiani. Al supermercato però si va sempre più con borse di stoffa o di plastica riutilizzabili, non solo per un spirito “green”, ma anche perché queste sono ritenute – a ragione – maggiormente resistenti e capienti rispetto alle classiche buste consegnate (a pagamento) alle casse degli empori. Lotta dura quindi agli imballaggi superflui e dannosi per l’ambiente e occhio favorevole anche verso la nuova direttiva europea che introdurrà l’obbligo di trasformare in biodegradabili anche i sacchetti del reparto ortofrutta. Qui però, sempre secondo la ricerca, sarà necessaria  più informazione da parte del mondo istituzionale e della scienza e, soprattutto, da parte degli stessi punti vendita (e quindi della grande distribuzione). Super e ipermercati dovranno investire massicciamente sull’educazione ambientale e, tramite cartelloni, tutor e iniziative, spiegare l’importanza di questa novità, magari distribuendo ai consumatori dei nuovi biosacchetti per l’ortofrutta per una prova gratuita o con promozioni dirette sul punto vendita.