La gestione delle acque interne al relitto della Costa Concordia

[16 settembre 2013]

Uno degli aspetti significativi da un punto di vista ambientale delle operazioni di rotazione del relitto della Costa Concordia, che hanno coinvolto in modo più diretto anche ARPAT, sono quelle della gestione delle acque interne al relitto.

A tal fine è stato predisposto un apposito Piano, presentato dalla Costa crociere e dalle diverse società ed enti che la supportano, con un continuo confronto con l’Osservatorio ambientale incaricato di seguire tutte le operazioni per la rimozione della nave fino alla validazione nella sua forma finale.

Il piano è finalizzato alla gestione corretta delle acque interne in funzione delle condizioni ambientali, operative e di sicurezza del relitto e per l’identificazione di eventuali azioni di prevenzione e contenimento dei potenziali effetti sull’ambiente marino derivanti dal loro rilascio.

In una prima fase è stato effettuato un monitoraggio ella qualità delle acque interne al relitto al fine di ottenere informazioni il più possibile dettagliate sulle caratteristiche chimico-fisiche delle stesse, localizzati in prossimità delle parti della nave ritenute più critiche (sala macchine, lavanderie, locali trattamento acque, etc.). Il campionamento è stato realizzato da personale individuato da Titan-Micoperi. L’Università La Sapienza, assieme a “Costa Crociere”, ha avuto il ruolo di supervisione delle attività. Il raggiungimento delle parti più interne della nave ha presentato notevoli difficoltà che hanno obbligato all’impiego di varie procedure in funzione delle condizioni presenti.

Nel caso dei ponti più bassi o non raggiungibili dall’esterno il campionamento è stato effettuato in immersione da operatori tecnici subacquei che in alcune occasioni hanno forato lo scafo per accedere al sito di campionamento.

La lista delle analisi chimiche da effettuare è stata concordata con ARPAT e ISPRA, che seguono sin dal giorno dopo l’incidente il monitoraggio delle acque intorno il relitto. La selezione degli 82 parametri da analizzare è stata elaborata sulla base della lista dei materiali e degli alimenti presenti a bordo della Concordia. Le analisi hanno compreso i principali parametri fisico-chimici delle acque, la sostanza organica e i nutrienti, i metalli pesanti, i solventi, i detergenti, i composti organo alogenati, gli ftalati , i nonil-ottil fenoli, i composti organostannici, gli idrocarburi leggeri e pesanti e la microbiologia.

Dall’analisi dei risultati è emerso come i gruppi di sostanze di maggiore significato siano tre: Sostanza Organica (la cui degradazione microbica può comportare produzione di Idrogeno Solforato), Metalli Pesanti e Idrocarburi. La sostanza organica è sicuramente in condizioni di aumentare i suoi effetti con l’aumento delle temperature nei mesi estivi e la conseguente maggiore produzione di gas. I metalli pesanti sono sostanze che si liberano probabilmente da allestimenti e componentistiche della nave.

Prima dell’avvio della fase di Parbuckling, nella quale verrà effettuata la rotazione della Costa Concordia dal suo attuale angolo di inclinazione di circa 65 gradi, ad una posizione verticale, tutte le aperture accessibili sul lato di sinistra della nave sono state dotate di griglie al fine di ridurre per quanto possibile l’eventuale fuoriuscita di materiali dal relitto, ma una certa quantità di acque è previsto che fuoriesca dalla nave.

Nel piano è stato stimato il volume complessivo di acqua presente nel relitto (circa 236.000 m3) e la quantità di acqua che si ritiene fuoriuscirà, valutata in circa 80.000 metri cubi.

Come misura preventiva per limitare l’impatto dovuto al rilascio, è stata prevista l’aspirazione, il trasporto su bettolina e lo smaltimento a terra, di parte delle acque interne al relitto.

E’ stata anche effettuata una simulazione con modello matematico, relativamente al rilascio delle acque interne al relitto nella fase di Parbuckling, considerando i vari scenari possibili in relazione alle condizioni del mare e delle correnti, nonché di alcuni possibili inquinanti presenti (ftalati, metalli, ecc,).

Nel caso di mare calmo, per quanto riguarda i metalli si prevede che questi rimangano confinati in adiacenza alla Costa Concordia, sia in superficie sia in prossimità del fondo, ma comunque – trascorsa la temporanea perturbazione dovuta al rilascio delle acque interne nella fase di Parbuckling (che è previsto esaurirsi circa un’ora dopo la fine delle operazioni) – è stimato che per nessuna delle sostanze simulate, saranno presenti concentrazioni superiori a quelle di riferimento stabiliti dall’Osservatorio. Per quanto concerne gli ftalati (sostanze presenti nelle materie plastiche), secondo i risultati ottenuti col modello matematico utilizzato, è prevedibile un’alterazione nella acque circostanti il relitto, con effetti contenuti entro il migliaio di metri e limitati nel tempo.

Durante la fase di rotazione della nave Costa Concordia per la prevenzione e/o il recupero degli sversamenti di Idrocarburi e delle altre sostanze, che potrebbero essere rilasciate in mare saranno posizionate panne antinquinamento, reti e barriere antitorbidità. In particolare saranno installate:

  • Panne Assorbenti: 2 linee di panne intorno al relitto ed una linea costiera per un totale di 4.900 m.
  • Panne del tipo High Sea Booms: una linea costiera, un perimetro Fisso Esterno al relitto ed anello interno per un totale di 5.000 m;
  • Barriera con rete: rete in Nylon a maglia 50/60 mm con boe e pesi sul lato destro del relitto;
  • Barriere per torbidità: barriere galleggianti utilizzate per impedire l’ingresso di sostanze inquinanti nell’area sensibile fino ad una profondità di 4,5/5 m.

Inoltre durante e dopo la fase di rotazione è prevista un’attività giornaliera di 24h di mezzi attrezzati per il servizio di vigilanza/sorveglianza, gestione delle panne, attività di eventuale pompaggio e raccolta di sostanze sversate (in particolare idrocarburi).

Le misure a carattere preventivo e di mitigazione previste dal piano sono volte a minimizzare per quanto possibile i potenziali effetti ambientali associati al rilascio delle acque interne durante la fase del Purbuckling. Inoltre è stata effettuata una valutazione dei rischi ambientali connessi alle operazioni che ha tenuto anche conto degli scenari incidentali ipotizzati da Titan-Micoperi per la gestione dei quali è stato predisposto un apposito Piano delle Emergenze.

Il Piano valuta in conclusione che si possa ragionevolmente ritenere che una volta data attuazione a tutte le misure di prevenzione e mitigazione previste nel Piano stesso, gli impatti ambientali derivanti dal rilascio delle acque interne possano essere considerati temporanei e poco significativi.

In ogni caso ARPAT effettuerà durante la fase di rotazione il prelievo di campioni di acqua, nella zona delle operazioni intervenendo sia dalla terraferma, sia dal mare, in prossimità dell’area d’interdizione, con l’ausilio della Capitaneria di Porto; infine, col proprio battello oceanografico Poseidon, ARPAT svolgerà anche un’attività di campionamento appena fuoridalla zona di sicurezza.

Per approfondimenti vedi anche: