La Rai esplora il territorio geotermico

[26 febbraio 2015]

Nei giorni scorsi Prodotto Italia, la rubrica economica della TGR, ha realizzato un’interessante inchiesta sulle tante eccellenze di questo territorio atipico della Toscana. In primo piano c’è il laboratorio di Sesta che oggi rappresenta una delle più avanzate stazioni sperimentali del mondo per combustori di turbine a gas. Grande attenzione è stata posta alle tante iniziative della Comunità del Cibo ad Energie Rinnovabili che oggi conta numerose aziende agricole locali: dalle serre di basilico e fiori ai caseifici, dalla stagionatura dei salumi agli allevamenti. Queste realtà utilizzano il vapore geotermico e altre fonti energetiche rinnovabili per ottenere produzioni di assoluta qualità

Inconfondibile per il paesaggio irreale e metafisico, l’area geotermica della Toscana, situata nei territori delle province di Siena, Pisa e Grosseto, fra la Val di Cecina, le Colline Metallifere e il monte Amiata, si presenta nella rubrica economica delle regioni della TGR Prodotto Italia (la messa in onda del programma è prevista sabato 28 febbraio, ore 11,30) che racconta le tante eccellenze del nostro paese. Dai distretti industriali alle botteghe artigiane, alla qualità delle produzioni agricole al terziario avanzato. Dalle università ai centri di ricerca. Il giornalista Giorgio Tonelli ha guidato, nei giorni scorsi, una troupe che ha girato un ampio reportage tra soffioni, vapori e fanghi che bollono in un territorio atipico in cui sta crescendo un turismo attento a un patrimonio di risorse naturalistiche di grande suggestione. In primo piano il tema della ricerca che si è trasferita da qualche anno in questa zona, diventate un autentico laboratorio dell’innovazione. In particolare le telecamere della Rai sono entrate per la prima volta nel laboratorio di Sesta, avviato nei primi anni novanta dall’Enel, che oggi rappresenta una delle più avanzate stazioni sperimentali del mondo per turbine a gas. È qui infatti che vengono effettuati i test per i  combustori delle turbine a gas di alcuni fra i principali produttori, siano esse alimentate da carburanti tradizionali o alternativi. La struttura, che si trova a pochi chilometri da Radicondoli, è stata rilanciata dal Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche e dalla Regione Toscana, stabilendo un accordo con gli enti locali pubblici che si sono accollati gli oneri per il rilancio di un laboratorio di ricerca considerato un gioiello tecnologico di assoluta eccellenza, al fine di evitare la riduzione dell’attività o addirittura lo smantellamento della struttura, il cui now how è apprezzato dal mercato internazionale.

Un’inchiesta televisiva tra vapordotti e aziende agricole virtuose

L’inchiesta televisiva presenta anche la città-fabbrica di Larderello, progettata nel 1954 dal professore Giovanni Michelucci, il quale si adoperò per interpretare al meglio le richieste della committenza (ENEL) e degli abitanti, rispetto al rapporto con il peculiare paesaggio geotermico e con la realtà preponderante degli stabilimenti di produzione dell’energia geotermoelettrica, le torri refrigeranti, la ragnatela delle reti dei vapordotti. Nel villaggio è stato attrezzato di recente dal CoSviG anche un laboratorio altamente specializzato nell’erogazione di servizi destinati agli operatori del settore geotermico nella fase di ricerca della risorsa e di supporto alla progettazione di nuovi impianti e alla manutenzione degli stessi. La natura dell’inchiesta televisiva non ha guardato soltanto alla scientificità e innovatività del territorio geotermico, ma ha esplorato anche alcuni campi di utilizzo del vapore geotermico da parte degli stessi abitanti del comprensorio, dal teleriscaldamento geotermico alla Comunità del Cibo ad Energie Rinnovabili che oggi conta numerose aziende agricole locali: dalle serre di basilico e fiori ai caseifici, dagli allevamenti alla stagionatura dei salumi, alla produzione di olio e vino. Queste realtà utilizzano le peculiarità del calore reso disponibile dal vapore geotermico e dell’energia prodotta da fonti rinnovabili per ottenere produzioni di assoluta qualità. La più recente applicazione è stata fatta nel birrificio di “Vapori di Birra”, una realtà, quest’ultima che continua a mietere, singolari primati.

Un territorio che si proietta Verso EXPO 2015

Anche le telecamere di Rai Expo, in vista della rassegna milanese, lunedì scorso hanno esplorato il territorio geotermico. In particolare la troupe è stata attratta non solo dall’ aspetto del risparmio energetico, caratterizzante delle aziende della Comunità del Cibo ad Energie Rinnovabili, risultate tra le prime 10 proposte in graduatoria nella sezione “buone pratiche”, nel concorso per la presentazione di idee innovative e buone pratiche già sviluppate e operanti in Toscana coerenti con le tematiche di Expo Milano 2015, ma dalla presenza di una filiera corta, dal rilancio di forme di agricoltura sostenibile e dal recupero di produzioni tradizionali di alta qualità, che privilegia razze animali o cultivar a rischio scomparsa,contribuendo così alla salvaguardia della biodiversità agroalimentare.