La situazione del Canale Usciana

[13 agosto 2015]

In relazione alla segnalazione effettuata dall’ex assessore comunale Enzo Caroti, ripresa dalla stampa locale nei giorni scorsi, in merito alle pessime condizioni del Canale Usciana si precisa quanto segue:

Il canale Usciana, già da inizio luglio, si presentava in condizioni visivamente critiche (colore marrone, livello delle acque piuttosto basso) per gli operatori ARPAT che effettuano con costante periodicità i campionamenti in diverse postazioni dislocate lungo il canale. [due relative al monitoraggio della qualità delle acque superficiali, i cui risultati sono visibili nella relativa banca dati [vedi anche come consultare le banche dati acque], e due relative al controllo dello scarico del depuratore di Aquarno.

Le analisi relative evidenziano fino all’ultimo prelievo del 4 agosto un’assenza di tossicità acuta (il test previsto evidenzia la vitalità dei microorganismi) e contestualmente una crescente e marcata concentrazione dei vari parametri chimici, inclusi gli inquinanti, a causa delle condizioni meteoclimatiche instauratesi da giugno.

Occorre però tener conto che nel canale, avente una portata modesta, vengono scaricati quantitativi estremamente importanti di reflui, reflui che anche se sostanzialmente rispettano i valori limiti previsti dalla norma e dagli atti autorizzativi (alcuni parametri sono derogati ovvero incrementati rispetto a quanto definito dalla norma) apportano comunque un considerevole carico inquinante, che fa sentire il suo effetto soprattutto nel periodo estivo.

A questo si aggiungono due fattori:

  • l’abbassamento del livello idrometrico delle acque del canale (vedi monitoraggio in continuo del Servizio Idrologico Regionale), che è destinato a peggiore ulteriormente considerato che da tempo il Padule di Fucecchio, da cui nasce il canale, non lo alimenta più a causa del suo contestuale abbassamento.
  • in questo periodo gli impianti depurazione entrano in manutenzione per cui vengono effettuate operazioni di ripulitura, che comunque la norma prevede e consente, con sversamento di reflui più concentrati ed impattanti sul sistema idrico. Ciò non deve stupire poichè la normativa ambientale esistente non è una normativa finalizzata ad assicurare un inquinamento nullo, ma piuttosto un inquinamento contenuto.

Nonostante non emergano evidenze di sorgenti abusive di inquinamento sul canale, per ARPAT l’ Usciana è un corso degno di molta attenzione tutto l’anno e non solo nel periodo estivo; non è casuale che un piccolo corso d’acqua, lungo appena 25 km, abbia ben 4 punti di controllo.

Il sig. Caroti, nel suo intervento e nei contatti avuti direttamente con il Dipartimento ARPAT di Pisa, ha ipotizzato che anche sversamenti dolosi possano determinare un aggravamento della situazione del Canale Usciana, senza però fornirci informazioni puntuali in merito.

Poichè ARPAT può avanzare contestazioni sulla base di evidenze oggettive, deve necessariamente contare sulla collaborazione piena degli enti territoriali (ed in particolare polizia municipale e provinciale) e della popolazione presente sul territorio attraverso però segnalazioni che siano specifiche e circostanziate.