Il lago di San Cipriano non fa parte delle aree balneabili interne della regione

[11 giugno 2014]

In relazione agli articoli apparsi sulla stampa locale in merito al Lago di San Cipriano (Cavriglia), in seguito alla revoca dell’ordinanza del Sindaco relativa agli usi ricreativi del lago, emessa per la abbondante fioritura algale verificatasi nei giorni scorsi , si precisa quanto segue.

La balneazione è ammessa dalla normativa europea ed italiana (DLgs 116/08 e del DM 30/03/10) per le acque costiere ed interne (corsi d’acqua e laghi), ma le Regioni devono individuare espressamente le aree balneabili, prevedendo altresì controlli periodici a cura delle ARPA, al fine di assicurare la salvaguardia della salute delle persone.

In Toscana solamente poche acque interne sono state dichiarate balneabili (Invaso di Bilancino e laghetti dei Renai in Provincia di Firenze, lago Braccini in provincia di Pisa, il lago dell’Accesa in provincia di Grosseto ed il laghetto Calidario in provincia di Livorno).

ARPAT riguardo al lago di San Cipriano, ha effettuato verifiche circa la fioritura algale e le analisi hanno escluso la presenza di alghe tossiche o potenzialmente tossiche, ma non è stato richiesto alcun accertamento circa la balneabilità delle acque, che viene determinata con analisi microbiologiche ripetute in vari mesi ed anni, secondo le procedure comunitarie.

Ove il Comune ritenga che la balneazione possa essere praticata all’interno del lago di San Cipriano dovrebbe far richiesta alla Regione Toscana di inserimento tra le aree di balneazione e, di conseguenza, verrebbe attivato ogni controllo previsto per legge a tutela della salute dei cittadini; in caso contrario, la balneabilità non può essere garantita.

In ogni caso spetta al Comune fornire ogni informazione utile ai cittadini ed apporre la specifica cartellonistica, sia in caso di apposizione di un divieto di balneazione sia di esclusione dalle aree di balneazione controllata.