Liquami abusivi sversati nel Torrente Crespina

[18 dicembre 2013]

In relazione all’articolo apparso sul quotidiano Il Tirreno – Pontedera, in data 27/11/2013, dove si riporta che il Sindaco di Crespina  presume che le acque marroni e maleodoranti presenti nel torrente Crespina siano attribuibili a scarti di frantoio smaltiti illegalmente, si informa che il personale tecnico ARPAT ha appreso la notizia dell’evento dalla lettura della stampa il giorno 27 novembre ed è riuscito ad avere informazioni più precise nel primo pomeriggio dalla Polizia Municipale, intervenuta il 25  novembre al momento dell’evento.

Il personale ARPAT ha effettuato un sopralluogo la mattina del 28/11/2013, a distanza di 3 gg dall’evento, accompagnato dalla Polizia Municipale di Crespina.

Nell’ambito del sopralluogo, i tecnici ARPAT, hanno ispezionato le acque e le sponde del torrente Crespina che risultavano pulite e non venivano riscontrate tracce di materiale organico oleoso, ciò presuppone che non si sia trattato di acque di vegetazione, che avrebbero lasciato evidenti tracce.

Le acque di vegetazione derivano dalla fase della spremitura della pasta di olive, infatti, sono costituite dall’acqua contenuta nel frutto e da quella che può essere aggiunta durante la lavorazione. Si presentano di colore marrone rossastro, quando sono fresche, oppure di colore scuro quasi nero e con forte odore di olio. Se sversate in corsi d’acqua producono un significativo inquinamento ambientale (vedi ARPATnews Acque reflue di lavaggio, acque di vegetazione e sanse )

Successivamente sono stati effettuati i sopralluoghi presso i frantoi della zona, non rilevando elementi che possano ricondurre allo sversamento.

Le analisi condotte, dal laboratorio ARPAT di zona, sul campione di acqua prelevato dalla Polizia Municipale di Crespina il giorno 25/11/2013, hanno messo in evidenza, comunque, la presenza di sostanze componenti delle olive, quindi provenienti comunque dalla loro lavorazione in un frantoio.

Considerati gli elementi rilevati, non è stato tuttavia possibile definire le responsabilità.

Si ritiene comunque che, avendo escluso la presenza di acque di vegetazione, che avrebbero avuto un impatto ambientale negativo, considerata la natura del materiale analizzato, riconducibile alle olive tal quali,  non ci siano rischi per l’ambiente.