Nuove precisazioni ARPAT sulla discarica di Chianni (Pisa)

[16 agosto 2013]

In relazione alle dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Chianni (Nazione 10 agosto) e di Legambiente (Nazione 14 agosto), facendo seguito al precedente comunicato ARPAT del 5 agosto ), l’Agenzia precisa quanto segue:

ARPAT conferma che i Comuni di Chianni, Terricciola e Lajatico non hanno mai ufficialmente presentato un progetto alternativo rispetto all’intervento di chiusura definitiva, ai fini della messa in sicurezza della Discarica di Chianni, presentato dal gestore (NSA Srl); di conseguenza non vi è stato alcun esame di esso in Conferenze di Servizio.

In realtà i Comuni hanno elaborato una proposta di progetto che è stata discussa in una riunione tenutasi presso la Regione Toscana ed a cui hanno preso parte , oltre ai Comuni e alla Regione, anche la Provincia e Arpat.

L’esito dell’incontro è stato riportato in un verbale che è stato trasmesso ai Sindaci da parte dell’Assessore all’Ambiente della Regione; in tale ambito Regione, Provincia ed ARPAT hanno condiviso che la impostazione progettuale presentata sarebbe dovuta essere rivista, in particolare integrandolo con la previsione di una copertura definitiva, conforme al DLgs 36/03, e dell’impiantistica necessaria per l’estrazione sia del biogas che del percolato. Per effetto di tali indispensabili integrazioni i costi inizialmente stimati dai Comuni sarebbero di fatto triplicati, portando ad un costo comparabile a quello stimato per il progetto NSA Srl, non essendo però previsti dall’ipotesi dei Comuni nuovi conferimenti, risulterebbero necessarie risorse specifiche da destinare all’intervento di bonifica.

In relazioni alle affermazioni di Legambiente riportate nell’articolo apparso sulla La Nazione del 14 agosto, ARPAT intende inoltre precisare quanto segue:

 

  •  l’impianto di discarica è in fase gestione post-chiusura dal maggio del 1998 quando con la D.G.P. n. 182 del 29/05/1998 la Provincia, su decisione presa dal Consiglio Provinciale e legata alle forti proteste di comitati e cittadini, dichiarò la cessazione dei conferimenti; data la improvvisa chiusura anticipata con conseguente conferimento di un quantitativo di rifiuti inferiore a quello previsto, in quel momento la discarica non si presentava con un profilo finale corrispondente al progetto approvato;
  • l’Amministrazione Provinciale prescrisse con lo stesso D.G.P. n. 182 1998  la predisposizione di un progetto di ripristino ambientale che, tenendo conto della diversa configurazione finale rispetto al progetto approvato, rimodellasse il nuovo profilo per garantire il naturale deflusso delle acque meteoriche;
  •  a partire dall’anno 2003 sono state presentate dal gestore ai Comuni e alla Provincia proposte progettuali per la copertura definitiva della discarica, finalizzata alla messa in sicurezza della stessa, sulle quali però non si è registrato un consenso unanime delle Amministrazioni interessate;
  •  nell’aprile 2009 il gestore ha attivato comunque la procedura con l’inoltro di un progetto definitivo,  sullo stesso quale ARPAT ha elaborato uno specifico parere tecnico, prodotto alla Conferenza dei servizi che si è espressa con la richiesta alla Società di individuare e rappresentare soluzioni progettuali diverse e alternative all’utilizzo di rifiuti per la risagomatura delle porzioni depresse, evidenziandone costi e benefici; su tale prescrizione il proponente ha fatto ricorso al Tar, il pronunciamento è atteso entro ottobre p.v.;
  • nonostante il ricorso la Società il 24/04/2012 ha inoltrato le integrazioni richieste, rappresentando che il raggiungimento delle quote di progetto, tramite il conferimenti di nuovi rifiuti, avrebbe permesso il reperimento delle risorse necessarie per la realizzazione degli interventi di chiusura;
  • gli elaborati tecnici di cui si compone il progetto presentato sono stati valutati da ARPAT e discussi in varie conferenze dei servizi; sono proseguiti inoltre i confronti sia a livello tecnico che istituzionale con i Comuni e la Società, finalizzati ad individuare, pur in presenza di posizioni contrapposte, soluzioni condivise;
  • come già riportato nella premessa iniziale, a fine 2012 ha preso parte direttamente al confronto anche la Regione Toscana, a seguito a quanto emerso in sede regionale la Provincia ha richiesto alla Società di valutare la possibilità tecnico/economica di una nuova proposta progettuale;
  • nel Marzo 2013 è stato presentato un nuovo progetto per la messa in sicurezza della discarica che prevede rispetto al progetto iniziale una riduzione dei rifiuti da conferire per la colmatazione delle aree depresse, limitando le tipologie di rifiuti prevalentemente a quelle individuate dalla normativa come idonee per recuperi ambientali e sottofondi stradali; il progetto è stato valutato e approvato nella conferenza del 9 maggio 2013 con parere favorevole di  ARPAT e Provincia, mentre hanno espresso parere contrario i 3 comuni. Non risulta sia stato ancora emanato dalla provincia l’atto amministrativo conseguente.

Durante la fase successiva alla cessazione dei conferimenti ARPAT ha controllato costantemente l’impianto di discarica al fine di evitare impatti negativi sull’ambiente, la gestione post chiusura, anche se non completamente conforme a norma di legge, anche per la mancanza di un progetto approvato dagli enti, è stata ritenuta almeno sufficiente: il percolato è stato regolarmente estratto e smaltito, il biogas è stato recuperato tramite la centrale di estrazione ed inviato al cogeneratore oppure, in condizioni di emergenza, combusto in apposita torcia.

Al momento attuale l’urgenza di attuare il progetto definivo presentato da NSA Srl, che confermiamo risulta essere ad oggi l’unico progetto presentato ufficialmente e valutato dagli enti in Conferenza dei Servizi, è dettata dal fatto che, in base alle verifiche effettuate in questi ultimi anni, la saturazione in acqua del corpo rifiuti mantiene livelli elevati a causa delle eccessive infiltrazioni delle acque meteoriche, con conseguente sovra-produzione di percolato. Il progetto presentato da NSA Srl prevede la realizzazione di una copertura definitiva a norma di legge (D Lgs 36/03) e la realizzazione di una nuova rete di captazione di percolato e biogas attraverso l’aggiunta di nuovi pozzi agli esistenti. Diminuendo conseguentemente la formazione del percolato e ottimizzando il recupero del biogas, questi interventi permetteranno di scongiurare fuori uscite anomale degli stessi dal corpo discarica.