Precisazione ARPAT su un’interpretazione delle norme acustiche

[16 luglio 2014]

Sul “Tirreno Elba News” del 15 luglio è apparso un intervento del sig. Michele Mazzarri (tecnico competente in acustica ambientale) che dà una lettura non corretta delle recenti linee guida approvate dalla Regione Toscana in materia di gestione degli esposti per il rumore  (vedi ARPATnews 136-14 – Adottate da parte della Regione Toscana importanti linee guida in materia di inquinamento acustico )

L’autore dell’articolo ha messo infatti insieme il controllo degli esposti e le valutazioni della documentazione di impatto acustico da parte di ARPAT, inducendo potenzialmente dei comportamenti scorretti e non coerenti con quanto stabilito dalla DGR n.490 del 16 giugno 2014.

L’intervento riporta infatti la frase: “In questa nuova ottica di razionalizzazione delle attività e di snellimento delle procedure non si prevede più che ARPAT fornisca al Comune un parere sulla documentazione prodotta a seguito di richiesta dello stesso Comune dal titolare dell’attività o gestore dell’infrastruttura.”

Un conto è infatti la responsabilità del controllo posta dalla legge quadro in capo ai comuni, un’altro è l’espressione del parere da parte di ARPAT su richiesta dei comuni nel momento in cui l’azienda, che si appresta a realizzare un nuovo impianto, effettua la richiesta di autorizzazione al Comune.

La legge infatti distingue tra due fattispecie: la comunicazione (nel caso in cui vi sia il rispetto dei limiti senza specifici interventi di mitigazione) e la richiesta di nulla osta (nel caso in cui si sia dovuto agire sulla sorgente o sulla via di propagazione per ridurre il rumore e si sia così ottenuto il rispetto dei limiti).

Mentre nel primo caso, la comunicazione, non vi è necessità di specifico parere di ARPAT, ma il procedimento ricade nel controllo a campione del comune in merito alle dichiarazioni rese ai sensi del DPR 445/2000, nel secondo caso il comune deve esprimersi attraverso uno specifico Nulla osta (comma 6 art.8 della legge quadro) e in tal senso può richiedere supporto tecnico ad ARPAT.

Resta inteso che ARPAT su rchiesta del Comune potrà eseguire i controlli su quelle comunicazioni estratte a campione dal Comune, in modo da garantire la verifica della veridicità delle dichiarazioni rese.