Precisazioni sui controlli del Dipartimento ARPAT di Arezzo sulla centrale a biomasse di Levanella (AR)

[2 febbraio 2015]

Sulla stampa locale è stato evidenziato che alcune delle nostre misurazioni della qualità dell’aria e del rumore all’impianto a biomasse di Levanella sono state effettuate a impianto spento.

Si precisa che l’Agenzia era a conoscenza del fermo impianto e che le modalità di misura prevedono rilevamenti anche nei momenti di fermo, obbligatori in particolare per il rumore.

La raccolta dei dati relativi al cosiddetto “fondo” è infatti necessaria per valutare la portata degli impatti derivati dall’attività specifica dell’impianto, dato che in ogni contesto insistono altre fonti emissive (fondo) che influiscono sul rumore e anche sulla qualità dell’aria.

Per quanto alle rilevazioni della qualità dell’aria, il monitoraggio procederà anche dopo la ripresa dell’attività prevista il 6 febbraio.

Per quanto riguarda il rumore, la normativa (DPCM 14/11/97 ) fissa dei limiti in ambiente esterno che variano in funzione della classe di Piano di classificazione acustica (la zona è in classe V); per le abitazioni vale il criterio differenziale, ossia la differenza tra rumore ambientale (con l’impianto in funzione) e rumore residuo (con impianto fermo) non deve superare 5 decibel (dB) in periodo diurno e 3 dB in periodo notturno.

Nel corso dello scorso gennaio sono state effettuate nuove misure diurne e notturne nei giorni di attività della centrale e nei giorni di fermo. Tramite mezzo mobile sono stati registrati i dati in esterno per le misure in continuo e effettuate misure presidiate all’interno dell’abitazione più esposta (il parametro più critico da rispettare è il criterio differenziale che necessita, come detto, di misure rappresentative del rumore residuo).

La prossima settimana sono in programma ulteriori misure notturne presidiate dai nostri operatori, necessarie per fornire un quadro definitivo.