Replica al comunicato del Comitato di quartiere “Porta al mare”

[28 aprile 2014]

In relazione al comunicato diffuso dal Comitato di cittadini del quartiere Porta al mare nel comune di Pisa, ripreso da alcuni organi di stampa, ed in particolare riguardo alle affermazioni: “Che l’Arpat pubblichi nel suo sito tutti i risultati delle analisi che vengono fatte sul territorio. Perché tali uffici di fatto non svolgono nessuna funzione sul territorio sia per le competente dell’acqua e dell’ aria. La centralina di rilevamento di via Conte Fazio è ferma mentre dovrebbe essere un punto importante per il controllo di tutta la zona di porta a mare e di Pisa che tra la Saint Gobain e l’ Aurelia, Coop, Ikea portano un volume di inquinamento notevole.” l’Agenzia precisa quanto segue:

A partire dal 1° gennaio 2011, la qualità dell’aria in Toscana viene monitorata attraverso la rete regionale di rilevamento che ha sostituito le preesistenti reti provinciali. Attualmente la Rete Regionale è composta da 33 stazioni diffuse su tutto il territorio toscano (di cui due nel comune di Pisa) e concentrate, in misura maggiore, nelle aree metropolitane o centri urbani più grandi e popolosi. I dati rilevati da tali centraline sono quotidianamente disponibili sul sito Web dell’Agenzia.

La centralina di via Conte Fazio, citata nel comunicato, è stata disattivata a seguito dell’adozione della delibera della giunta regionale 1025/2010, come diverse altre centraline presenti nella rete provinciale pisana, che l’Amministrazione provinciale decise di non continuare a mantenere a proprio carico. Unica eccezione è costituita dalla centralina di Pontedera che, pur essendo stata stralciata dalla rete regionale, è rimasta attiva poiché il Comune si assunse l’onere economico della stessa.

Peraltro, i dati della stazione Fazio negli anni precedenti la sua dismissione erano sostanzialmente analoghi a quelli di Pisa-Borghetto, che ben rappresenta le zone di traffico pisane. 

Ovviamente le pressioni specifiche e puntuali di un territorio possono essere indagate anche tramite mezzi mobili (di proprietà delle province) tramite campagne indicative, qualora nel territorio siano intervenuti modifiche sostanziali delle pressioni.

Per quanto riguarda invece il monitoraggio della qualità delle acque, ARPAT lo effettua per le acque superficiali (fiumi e laghi), sotterranee, marino costiere, di balneazione, sulla base della rete dei punti di monitoraggio stabilita dalla Regione Toscana. Tutti i risultati del monitoraggio sono disponibili sul sito web dell’Agenzia dove è possibile accedere alla consultazione delle relative banche dati.