Risposta Marconcini – Geofor

[5 agosto 2013]

Rispondo all’articolo pubblicato in data 5 Agosto, relativo al termovalorizzatore di Ospedaletto.

Il termovalorizzatore ha un costo di gestione, stante la sua vetustà. E’ stato progettato negli anni Settanta (1974), acceso nel 1980, “revampato” nel 2002 solo per le parti relative alla produzione energetica e avrebbe bisogno di un ulteriore revamping per essere ammodernato ed essere quindi in grado di diventare produttivo; di essere perciò capace di bruciare in maniera migliori gli attuali rifiuti, molto più secchi rispetto a quelli di un tempo, quando la raccolta differenziata era meno attuata di adesso.

La spesa per l’ammodernamento dell’impianto è infatti è prevista nel piano straordinario dell’Ato Costa, che sarà la base per la gara del gestore unico.

L’Ato Costa produce poco meno di 900 mila tonnellate di Rsu all’anno, con una media di raccolta differenziata che ruota attorno al 45%. Ma anche ipotizzando uno scenario con percentuali di raccolta differenziata medie pari al 70%, rimarrebbe un 30% di rifiuto indifferenziato, pari  a circa 270 mila tonnellate annue.

Non è pensabile di gettare tutte queste tonnellate in discarica, perché ce lo impedirebbe anche l’Unione Europea, essendo il nostro Ato molto ricco di rifiuti urbani biodegradabili, i quali non possono finire in discarica. Una parte dovremmo perciò continuare a destinarla verso la valorizzazione energetica. Quindi, verso l’inceneritore.

Gli unici due impianti attualmente rimasti sono quello di Ospedaletto a Pisa e quello in zona Picchianti, a Livorno; sarà quindi necessario revamparli per avere una termovalorizzazione, per non avere la discarica come unica soluzione.

Nei paesi europei avanzati, assieme ad una percentuale più alta di riciclaggio, c’è il recupero energetico dei rifiuti e una tendenza a valori minimi per ciò che finisce in discarica. E stiamo parlando solo dei rifiuti urbani. Si sappia, invece, che una grande quantità di oltre tre milioni di tonnellate di rifiuti speciali (oltre tre volte quelli urbani), prodotti dall’industria e dalle grandi attività commerciali, hanno bisogno di trovare uno sbocco che non può essere solo la discarica, ma anche il recupero di materia e di energia.

Per quanto riguarda l’inceneritore di Ospedaletto, abbiamo acquistato, per le manutenzioni, nuovi filtri a manica catalitici: sono i migliori sul mercato e li stiamo installando nella Linea 2, che riattiveremo a fine Agosto, sotto il controllo delle autorità competenti. Confidiamo quindi di riavere, come nella maggior parte della nostra attività, emissioni ben al di sotto dei valori indicati dalla normativa.

Riguardo all’impianto dell’organico siamo in procinto di realizzarlo, ma anche quello avrà costi di gestione.

Infine, per ciò che concerne le emissioni in atmosfera, siamo noi i primi a chiedere alle autorità competenti di affrontare una nuova indagine per monitorizzarle con attenzione nell’intera zona di Ospedaletto, così da sfatare ogni dubbio in merito.

Paolo Marconcini (Presidente di Geofor Spa)