Il Santuario dei cetacei va salvaguardato, non messo a rischio

[12 giugno 2014]

Le affermazioni del Prefetto Gabrielli sul mare della Toscana appaiono poco documentate.

Non si può bollare il mare della Toscana come fra i più inquinati del Mediterraneo, si tratta di una affermazione destituita di fondamento e non corrispondente alla realtà. In nessuno dei punti di monitoraggio effettuati lungo tutta la costa della nostra regione da parte di ARPAT nel 2013 gli idrocarburi sono sempre risultati al di sotto liel limite di rilevabilità strumentale.

Sempre nel 2013 il 98% delle acque di balneazione della Toscana sono risultate classificate “eccellenti”, una percentuale fra le più elevate in Italia ed Europa (come si può facilmente verificare esaminando il rapporto EEA ).

Si tratta di un mare ricco di biodiversità (come attestano anche le foto presenti sul canale Fickr di ARPAT ) e nel quale è stato istituito grazie ad un accordo internazionale il Santuario dei cetacei “Pelagos”, e vari parchi marini, sia nei tratti di mare italiano, come quello dell’Arcipelago Toscano, che sul versante francese della Corsica.

ARPAT ha seguito dal gennaio 2012 le operazioni di travaso del combustibile e di recupero del relitto della Concordia con un costante monitoraggio delle acque ma anche di altre matrici ambientali, che si sono sempre attestati su valori accettabili.

La preoccupazione per la tutela del parco nazionale dell’arcipelago toscano e del santuario dei cetacei è sempre stata chiara per ARPAT.

Nel merito del progetto di trasferimento del relitto della Costa Concordia dall’isola del Giglio, l’Agenzia sta esprimendo le sue considerazioni nella sede propria della Conferenza dei Servizi in corso di svolgimento.