Scarlino, limiti tecnologici e sanitari delle emissioni degli inceneritori

[12 settembre 2013]

E’ stato pubblicato oggi sul sito dell’Agenzia, un approfondito articolo su: “Le emissioni degli impianti di incenerimento, limiti tecnologici e limiti sanitari: il caso dell’impianto Scarlino energia”. Si tratta dell’inceneritore situato in provincia di Grosseto, per il quale in maggio è stata disposta la chiusura a seguito del rilevamento del superamento dei limiti per le emissioni di diossine e che nel mese di agosto è stato riaperto e sottoposto a stretti controlli.

La notizia del significativo sforamento dei limiti ha causato forte allarme circa le possibili conseguenze a livello ambientale e sanitario delle emissioni fuori norma, l’articolo cerca di chiarire una serie di aspetti relativi  ai limiti alle emissioni come limiti tecnologici e non come limiti ambientali e/o limiti sanitari. Per gli impianti di incenerimento i limiti tecnologici sono assai restrittivi ed in genere più restrittivi di quelli fissati per altre attività industriali. Ciò fa sì che l’effetto delle emissioni sulle matrici ambientali sia assai limitato ed influenzi in modo minimo lo stato ambientale preesistente ed in particolare la qualità dell’aria.

Sul caso specifico di Scarlino, ARPAT ha iniziato un percorso di approfondimento a largo raggio per valutare se il superamento dei limiti delle emissioni delle diossine al camino possa aver determinato significativi impatti sull’ambiente e sulla salute. L’articolo pubblicato oggi dà conto dei primi risultati.

In ogni caso, il superamento di tali limiti (e più in generale il malfunzionamento dell’impianto dal momento del suo avvio) costituiscono un fatto grave, le cui cause devono essere rimosse. L’impianto DEVE funzionare correttamente e DEVE rispettare i limiti tecnologici assegnati. Non è infrequente che impianti complessi abbiano criticità operative, ma queste criticità devono essere superate e per quanto possibile prevenute.

L’articolo esamina le prescrizioni stabilite in sede di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per quanto riguarda i limiti di emissioni per le diossine su base annua (tenendo quindi conto sia delle concentrazioni delle emissioni che del flusso di massa di queste) e della deposizione al suolo.

La stima della quantità totale di diossine emesse dal momento della riapertura (11 dicembre 2012) alla chiusura dell’impianto per il superamento dei limiti (24 maggio 2013) risulta al massimo pari a 0,173 g TE (tossicità equivalente).

Questo dato si può confrontare con il quantitativo di inquinante che l’impianto avrebbe potuto emettere sulla base dell’autorizzazione, che è di 0,065 g TE nel periodo dal 11 dicembre al 24 maggio. Appare probabile che l’effettiva quantità di inquinante immessa nell’ambiente sia compresa fra 0,044 e 0,173 g TE.

Si tratta sicuramente di un fatto che, nel caso peggiore,  può avere portato ad emettere nell’ambiente in sei mesi una quantità di diossina pari a quella corrispondente a circa un anno di funzionamento dell’impianto, secondo i limiti prescritti.

L’articolo continua con una disamina della qualità dell’aria nella zona di Scarlino, per quanto riguarda le diossine, e degli effetti su questa derivanti dalle emissioni dell’inceneritore, sulla base dei dati disponibili e dello studio di modellistica diffusionale effettuato dall’Agenzia.

Di norma non sono disponibili dati di qualità dell’aria relativamente ad inquinanti quali le diossine.

Scarlino Energia ha fornito i risultati della ricerca delle diossine nei filtri del PM10 campionati periodo 11 – 24 maggio 2013 nelle due centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria in località Scarlino Scalo, V. Isola di Capraia, e Follonica, via Lago di Bracciano. Tale monitoraggio è quindi avvenuto in corrispondenza del periodo in cui l’inceneritore ha marciato in violazione dei limiti di legge. La ricerca delle diossine su questi filtri è stata eseguita mediante una procedura non normata e non prevista, con alcuni difetti metodologici, ma che, utilmente, è stata condotta perché era l’unica in grado di fornire indicazioni sullo stato della qualità dell’aria attorno all’impianto in quel periodo critico.

Il valore relativo alla stazione di Follonica è risultato pari a 36 fg TE/m3, quello della stazione di Scarlino Scalo 117 fg TE/m3. Le concentrazioni rilevate rientrano nell’intervallo di valori tipici riportati dalla letteratura scientifica, sia per le aree urbane che per quelle industriali. Il dato di Scarlino Scalo del 2013 è però significativamente più alto di quello registrato negli anni precedenti (da 6,5 a 42,7 fg TE/m3).

Peraltro, sulla base dello studio diffusionale effettuato dall’Agenzia, il contributo massimo dell’inceneritore alla concentrazione di diossine in aria – nell’ipotesi più cautelativa – risulta pari, come media del periodo 11-24 maggio, a 1,94 fentogrammi (fg ) TE/m3 in corrispondenza della stazione di Follonica Via Lago di Bracciano e a 0,37 fg TE/m3 in corrispondenza della stazione di Scarlino V. Isola di Capraia, mentre nelle zone di massima ricaduta [nelle immediate vicinanze dell’impianto] è stato dell’ordine massimo di 7 fg TE/m3.

Tutti questi valori sono da confrontare indicativamente con il “livello di azione” proposto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) di 40 fg TE/m3 quale concentrazione media annua cui tendere “nell’ambito di un’accorta politica di protezione ambientale”.

Non vi possono essere quindi stati effetti acuti a breve termine. Le quantità di diossine emesse, anche nell’ipotesi più cautelativa, sono state comunque una piccola frazione della quantità di inquinante che l’impianto è autorizzato ad emettere nell’arco della sua vita utile e non è quindi pensabile che ad oggi possano esservi stati effetti di accumulo negativi.

Inoltre, al fine di avere ulteriori elementi di valutazione per successivi approfondimenti, è stata effettuata dall’Agenzia una prima campagna di campionamento e determinazione delle ricadute di diossine nei giorni 12-14 agosto; a tal fine sono stati posizionati due autocampionatori di aria presso le due stazioni di monitoraggio della Qualità dell’aria di Follonica (via Lago di Bracciano) e Scarlino Scalo (V. Isola di Capraia). I risultati indicano concentrazioni molto basse di diossine, e certamente inferiori a 8,7 fg TE/m3. Nello stesso periodo sono state eseguite analoghe determinazioni da parte del gestore i cui risultati non sono ancora disponibili.

Al termine di queste indagini saranno condotte valutazioni complessive sull’insieme dei risultati di queste diverse forme di monitoraggio.

Unità di misura utilizzate:

  • nanogrammi (ng):  1ng = 1.000 pg = 0,000000001 g
  • picogrammi (pg)  : 1 pg = 1.000 fg = 0,000000000001
  • feMtogrammi (fg):                           = 0,000000000000001 g

 

 

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