Strada provinciale 26

[14 febbraio 2014]

Ma, qualcuno pensa che gli elbani abbiano le campanelle al naso?

Ben prima degli attuali crolli, nel giugno 2012, ASA ha stipulato con l’Università di Siena un “Accordo quadro” per lo sviluppo di ricerche scientifiche di comune interesse.

A seguito dell’emergenza idrica del 2012 sono stati realizzati una serie di sondaggi esplorativi per potenziare la disponibilità idriche sull’Isola d’Elba, dando lavoro e formazione professionale a dieci geologi neolaureati.

Grazie anche al contributo di questa ricerca, nell’estate 2013 la distribuzione dell’acqua sull’Isola è avvenuta senza alcun disservizio.

Rileviamo peraltro che nessuno dei 13 sondaggi è stato effettuato nel Bacino idrico del Piano, nel Comune di Rio nell’Elba.

Con l’intenzione di dare un contributo scientifico e fare una diagnosi delle cause che determinano i cedimenti della strada SP26, senza fermarci al solo telerilevamento dell’evento o alla sua previsione, ASA ha dato ulteriore seguito a tale accordo.

Nel Luglio 2013 ha stipulato una “Convenzione di ricerca” con l’Università di Siena – Centro di GeoTecnologie, stanziando un “Contributo di liberalità” per l’istituzione di una borsa di Dottorato di ricerca triennale. Il 50% del costo viene coperto con risorse dell’Università di Siena.

Il vincitore della borsa, Dr. Giovanni Liali, dal novembre 2013 sta svolgendo le ricerche previste con il tutoraggio del Prof. Luigi Carmignani, docente della scuola di dottorato.

Visto il susseguirsi degli eventi e le polemiche spesso pretestuose sui giornali, ASA ha deciso di mettere a disposizione un ulteriore “Contributo di liberalità” per cofinanziare, ancora al 50% con l’Università di Siena, una nuova borsa di Dottorato sullo stesso argomento.

Il contributo di ASA di 78.000 € è quindi un finanziamento alla ricerca nell’interesse pubblico e super partes, sviluppata da due neo laureati, in compartecipazione con l’Università di Siena, che mette anche a disposizione il Professor Carmignani e le strutture universitarie. Parte di questa cifra è invece necessaria per le indagini geofisiche e gravimetriche sul luogo.

Premesso che dalle considerazioni dei geologi interni di ASA emerge che i crolli in questione non sono attribuibili ai pozzi, ma hanno cause più superficiali legate allo scorrimento delle acque di pioggia e all’antropizzazione del territorio, e in attesa dei risultati che le indagini sul campo daranno, forniamo una serie di informazioni sui prelievi di acqua nel bacino interessato.

La Comunità Montana aveva realizzato i primi pozzi 1971 (Chiros), e 1976 (il Piano), mentre altri due, realizzati negli anni 80 sono oggi ad uso privato.

Sulla base di uno studio commissionato nel 1999 dalla Comunità Montana al Geologo Chines, la Regione Toscana (L.R 13/2001) ha finanziato tra l’altro i pozzi Venelle 1, Venelle 2 e San Giuseppe che sono stati realizzati dalla Comunità Montana nel 2004.

I cinque pozzi gestiti da ASA, dal 2005 sono tutti censiti nelle cartografie ufficiali della Provincia di Livorno.

ASA non ha perforato nessun nuovo pozzo aggiuntivo, se non la sostituzione, nell’estate 2006, del vecchio pozzo in località il Piano che presentava problemi strutturali.

Il prelievo totale di acqua dal bacino idrogeologico negli anni 2005-2013 ripartito anche fra le singole opere di captazione presenti è indicato nella scheda allegata: