Terra dei fuochi e Toscana, proposito del rapporto presentato da Legambiente

[4 dicembre 2013]

In relazione al dossier presentato da Legambiente in merito al traffico illecito dei rifiuti dalla Toscana verso la “Terra dei fuochi”, ed alle proposte che l’associazione ambientalista avanza, anche ARPAT ritiene opportuno intervenire:

  • l’Agenzia esprime apprezzamento e sintonia con Legambiente per il lavoro che, da sempre svolge, sulle tematiche cruciali dell’illegalità in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati;
  • Nelle scorse settimane, a seguito dell’allarme formulato dal Procuratore nazionale antimafia , riprese dalla Fondazione Caponnetto , ARPAT ha dato ampia disponibilità alla collaborazione con la Procura nazionale antimafia ed alle Procure della Toscana.
  • ARPAT opera da sempre in stretta collaborazione con la magistratura e con le forze di polizia, come organo tecnico di supporto, alle indagini sche si svolgono nella nostra regione, e così ha fatto in molti dei casi citati dal rapporto di Legambiente.
  • Nei giorni scorsi si è tenuto il Consiglio federale del Sistema nazionale delle agenzie ambientali, l’organismo al quale partecipano i vertici di ISPRA e delle ARPA/APPA regionali. L’argomento in discussione è stato proprio la situazione ambientale derivante dalla gestione delle bonifiche dei siti contaminati e dei rifiuti, con particolare riferimento alla cosiddetta “Terra dei fuochi”, sul quale il Ministro Orlando aveva chiesto un contributo di ISPRA e del sistema agenziale. ARPAT, come richiesto, ha portato il proprio contributo . In conclusione dell’incontro il Consiglio federale ha deciso di istituire un gruppo di lavoro coordinato da ISPRA e co-coordinato dal direttore tecnico di ARPA Campania per condividere metodi e sistemi informativi ed elaborare proposte per le istituzioni. ARPA Toscana farà parte di questo gruppo.
  • ARPAT ha una legge regionale di riforma in vigore dal 2009 , ormai completamente attuata, ma il Sistema delle Agenzie ambientali – come afferma giustamente Legambiente – va rafforzato, ma anche riformato, come recentemente sollecitato dal Presidente di AssoArpa , per operare con sempre più efficacia anche nel complesso campo della gestione dei rifiuti.
    E’ infatti maturo il tempo per il Parlamento (che ne discute da tre legislature) di approvare il progetto di legge Realacci-Bratti che prevede l’istituzione del sistema nazionale di protezione ambientale fondato sui livelli essenziali di tutela ambientale e finanziamenti adeguati, capace di offrire prestazioni omogenee e qualitativamente elevate su tutto il territorio nazionale.
  •  ARPAT condivide la proposta di Legambiente di introdurre nel Codice penale altri delitti contro l’ambiente, per agevolare l’operato delle forze dell’ordine e della magistratura per contrastare la criminalità ambientale. Peraltro, si fa presente, ad esempio, che ARPAT nel 2012 – solo in materia di rifiuti e bonifiche – ha prodotto oltre 150 notizie di reato (vedi Relazione sulle attivtà svolte dall’Agenzia nel 2012 )
  • ARPAT ritiene altresì, che siano necessari anche interventi specifici (legislativi e non) in materia di gestione dei rifiuti speciali (che ricordiamo costituiscono la parte largamente prevalente dei rifiuti da gestire – vedi infografica con i dati della Toscana ). In particolare si evidenzia:
    • la lacuna normativa che non prevede per i rifiuti speciali (come per quelli urbani) che per il loro conferimento ad un impianto di trattamento debba essere sempre indicata la destinazione finale. Questo comporta l’autorizzazione (in Toscana come nel resto d’Italia) di centinaia di impianti di trattamento intermedio dei rifiuti speciali (vedi infografica con i dati degli impianti esistenti in Toscana ), nei quali si possono celare pratiche illegali, come quelle citate dal dossier di legambiente, per “ripulire” in modo solamente documentale rifiuti speciali anche pericolosi.

è indispensabile che nel nostro Paese siano realizzati anche impianti per lo smaltimento finale dei rifiuti speciali, mettendo a disposizione delle imprese luoghi, non lontani dalle proprie aziende (secondo il principio di prossimità), dove poter smaltire correttamente ed a prezzi accessibili i rifiuti. Un numero limitato di impianti, ben gestiti renderebbe più efficace il sistema dei controlli e di prevenzione dell’illegalità e del fiorire di attività criminali.