Tranvia: non ritardi burocratici, ma delle ditte private

[28 novembre 2014]

In alcuni articoli di stampa che trattano dei ritardi dei lavori dei cantieri della tranvia, ed in particolare di quello di Novoli per la linea 2, si evoca la parola “burocrazia” che ormai, nell’immaginario dei media è diventato il bersaglio preferito – talvolta a proposito ma spesso anche a sproposito – di ogni problema.

Detto che l’Agenzia è sempre favorevole ad accogliere regole chiare di semplificazione dei percorsi, come quelle decise ieri in conferenza dei servizi, si ritiene altresì precisare quanto segue:

  • con l’avvento della posta elettronica certificata (pec) gli enti pubblici e le aziende comunicano in modo quasi istantaneo;
  • le richieste ed i pareri sono interamente digitali: non un foglio di carta è necessario per produrre il risultato di una autorizzazione;
  • Le autorizzazioni richieste (in particolari in questo caso quelle “in deroga” per il rumore prodotto dai cantieri), non sono “burocrazia” ma attestazione del risultato delle verifiche tecniche (non banali) necessarie a garantire che gli impatti dei cantieri sulla popolazione siano adeguati. Troppe volte gli stessi che si lamentano della “burocrazia” in fase di autorizzazione si scagliano poi contro l’innefficacia e l’inadeguatezza dei controlli, diventando improvvisamente rigoristi quando sorgono i problemi.
    La normativa punta a prevenire i problemi chiedendo alle aziende attente valutazioni e simulazioni preventive, ed agli enti una verifica responsabile di queste richieste. ARPAT sposa questa filosofia investendo grande attenzione e professionalità nella fase autorizzativa convinti che si tratti di sostanziale tutela dell’ambiente e della salute e non di burocrazia.
  • Nel caso specifico ARPAT ed ASL hanno risposto in tempi di gran lunga inferiori a quelli impiegati dalle aziende per fornire i chiarimenti richiesti: ad ARPAT la richiesta di parere è arrivata l’1 agosto 2014, il 14 è stato risposto evidenziando che mancavano due elaborati essenziali relativi alla simulazione del rumore previsto presso i recettori (le abitazioni che si trovano lungo il cantiere). Gli elaborati sono però pervenuti all’Agenzia il 5 novembre ed ARPAT ha esaminato tempestivamente tutti i materiali presentati. L’Agenzia quindi il 13 novembre ha fatto presente la necessità di chiarimenti relativamente ai dati utilizzati  nella simulazione per la stima del rumore presso i recettori ( in particolare non era chiaro se si era tenuto conto dell’effetto riflettente per il rumore dell’asfalto: un problema non secondario, visto che può determinare un raddoppio del rumore per il recettore).