Trielina nei pozzi di Cecina: precisazione ARPAT

[13 settembre 2013]

In relazione all’articolo “Trielina, valori choc oltre 100 volte sopra la soglia limite”, publbicato sul Tirreno dell’11 settembre (ed. Cecina-Rosignano), per consentire una più facile comprensione dei dati riportati nel sito dell’Agenzia, si evidenzia che i pozzi Cd4, Cd5, Giannelli e La Rapida, che presentano i più alti valori di concentrazione del parametro indicatore tricloroetilene (TCE) e tetracloroetilene (PCE)  (oltre 1000 microg/L), sono pozzi ubicati in prossimità dell’area sorgente di contaminazione di Poggio Gagliardo (Montescudaio) e sono utilizzati solamente nell’ambito della bonifica dell’area.

Tali pozzi non sono, quindi, connessi alla rete acquedottistica. I pozzi dell’acquedotto interessati dalla contaminazione sono ubicati a valle, nel Comune di Cecina, e presentano concentrazioni di TCE+PCE più basse, variabili da qualche unità a qualche centinaio di microgrammi per litro, come riportato nello stesso articolo.

A questo proposito si fa presente che sul sito di ARPAT i pozzi sono distinti in pozzi dell’Area Sorgente ed in pozzi dell’Acquifero di Cecina.

La sezione del sito dedicata all’inquinamento da organo-alogenati della falda acquifera di Cecina (LI)