17 nuove aree marine protette in Inghilterra e Galles per difendere la mega-fauna marina

Save Our Ocean Giants-Twt: il governo britannico tuteli delfini, balene, focene e squali elefanti

[5 novembre 2014]

The Wildldlife Trust (Twt) ha presentato il rapporto “Megafauna hotspots: the missing link in our network of Marine Protected Areas”  che individua 17 importanti  megafauna hotspots”  sule coste ed al largo di Inghilterra e Galles e mette in evidenza la necessità di proteggerli.

Un’iniziativa che fa parte della campagna Save Our ​​Ocean Giants per istituire aree protette per delfini, balene, focene  e squali elefante. Il Twt ha identificato questi hotspot  come le aree dalle quali dipendono maggiormente cetacei e squali elefante perché una loro protezione «Garantirebbe l’anello mancante nella protezione dell’ambiente marino per le acque inglesi e gallesi».

La proposta arriva mentre il governo liberal-conservatore  britannico sta lavorando per realizzare un “ecologically coherent network of Marine Protected Areas”, ma per gli ambientalisti «Tuttavia, c’è una palese omissione in questo processo: l’assenza di protezione per i luoghi ricchi di nutrienti e altamente produttivi dai quali dipende maggiormente la megafauna marina».

Joan Edwards, a capo delle campagne Living Seas del Wildlife Trusts, sottolinea che «Molte persone sono sorprese quando scoprono che nelle acque che circondano le nostre coste si possono incontrare  29 diverse specie di balene, delfini e focene e il secondo squalo più grande del mondo: lo squalo elefante. Tuttavia, c’è un urgente bisogno di creare aree protette in mare per i nostri giganti dell’oceano e di garantire una rete di siti per salvaguardare queste specie per le generazioni a venire. Il Regno Unito negli ultimi anni ha fatto enormi progressi nella conservazione marina, ma c’è ancora un lavoro significativo da fare.  La nostra megafauna marina – balene, delfini, focene e squali elefante – è ancora in pericolo. Molti vengono colpiti dall’’impatto della pesca, in maniera diretta ed indiretto, dall’aumento del traffico delle barche, dallo sviluppo costiero e dagli effetti più persistenti di inquinamento:  molte sostanze vengono bioaccummulate e influenzano le generazioni di animali e la salute generale della popolazione. Non tutti questi effetti possono essere attenuati dalle sole  misure di protezione territoriale, ma istituendo aree marine noti hotspots, siamo in grado di fornire rifugi sicuri a queste specie e alcuni effetti possono essere limitati o eliminati del tutto».

Ecco i 17 megafauna hotspots”  proposti dal Twt:  1. Farnes East, Coquet to St Marys (presenza di lagenorinco rostrobianco, focene e balenottera minore); 2. Mid St George’s Channel (delfino comune); 3. Bideford North to Foreland Point (Focena); 4. East of Celtic Deep (delfino commune e balenottera comune);  5. Celtic Deep (delfino comune e balenottera comune);   6. South of Celtic Deep (delfino comune e balenottera comune);   7. Western Channel (delfino comune  megattera e balenottera comune); 8. Manacles (squalo elefante, focena e balenottera minore) 9. Lizard, Western channel (delfino commune, focena, tursiope e squalo elefante); 10. Lyme Bay (focena);  11. North and west coasts of Anglesey  (focena); 12. Lleyn Peninsula and the Sarnau (focena e  grampo);  13. Cardigan Bay  (focena);  14. Pembrokeshire Marine (focena); 15. North of Celtic Deep (delfino commune); 16. Eastern coastline including Silver Pit  (focena); 17. Dogger bank (focena e lagenorinco rostrobianco).

Alcuni di queste aree sono già Marine Conservation Zone e Zone speciali di conservazione, ma balene, delfini, focene e squali elefante non sono specie elencate tra quelle che devono proteggere, quindi il Twt chiede prima di tutto  che «Sia per le nuove aree di conservazione o per quelle già esistenti queste specie siano  riconosciute e protetti all’interno delle aree designate ed  esistenti».