20 milioni di euro per l’area di crisi industriale di Piombino. Il bando

Priorità per depurazione, rifiuti, recupero materiali industriali, alimentare, logistica, diporto e turismo

[16 ottobre 2015]

porto-piombino

Sono stati sbloccati  20 milioni di euro di incentivi per il rilancio dell’area di crisi industriale di Piombino, messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo economico, in attuazione dell’Accordo di programma per la riqualificazione ambientale e produttiva del polo siderurgico.

Gli incentivi sono parte dell’offerta localizzativa del Progetto di riconversione e riqualificazione dell’area che prevede anche agevolazioni per 32,2 milioni di euro da parte della Regione Toscana. La misura promuove la selezione di iniziative imprenditoriali, già costituite in forma di società di capitali (comprese le società consortili) che dovranno insediarsi nei comuni di Piombino, Suvereto, Campiglia Marittima e San Vincenzo.

E’ prevista una priorità per alcuni ambiti produttivi, come: attività di raccolta e depurazione delle acque di scarico; raccolta, trattamento o smaltimento dei rifiuti di origine industriale e commerciale; recupero e cernita dei materiali industriali o commerciali; industria alimentare; logistica; costruzione di imbarcazioni da diporto o sportive; fabbricazione di prodotti in metallo; turismo.

In una nota la Regione Toscana spiega che «Dal 12 gennaio 2016 sarà possibile presentare on line, sulla piattaforma di Invitalia, l’agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, la domanda per accedere alle agevolazioni previste dalla Legge 181/89» ed evidenzia che «Gli investimenti dovranno puntare al rafforzamento del tessuto produttivo locale e alla sua diversificazione in settori alternativi a quelli dell’indotto siderurgico: mirare alla salvaguardia e al consolidamento delle imprese dell’area, all’attrazione di nuove iniziative imprenditoriali e al reimpiego dei lavoratori. Sono finanziabili programmi di investimento produttivo, programmi di investimento per la tutela ambientale, eventualmente completati da progetti per l’innovazione dell’organizzazione, che comportino un incremento del numero di occupati e, prioritariamente, la rioccupazione dei lavoratori espulsi dal sistema locale del lavoro».