I dati della World Meteorological Organization

Il 2013 è stato il sesto anno più caldo dal 1850: altro che fine del global warming

Nel XXI secolo 13 dei 14 anni più caldi mai osservati

[6 febbraio 2014]

Secondo la World Meteorological Organization (Wmo), «il 2013 fa parte dei 10 anni in cui si è registrato più caldo dal 1850, quando si è cominciato ad effettuare delle osservazioni meteorologiche sistematiche».

Per la precisione il 2013 si classifica al sesto posto degli anni più caldi exaequo con il 2007. La Wmo spiega che «la temperatura media sulla superficie delle terre e degli oceani supera di 0,50°C (0,90°F) la norma calcolata per il periodo 1961-1990 e di 0,03°C (0,05°F) la media dell’ultimo decennio (2001-2010)». Se si tiene conto solo delle terre emerse, la temperatura media del 2013 è stata superiore di 0,85°C alla norma del periodo 1961-1990, e di 0,06°C rispetto alla media 2001-2010. In questo caso l’anno scorso si piazza al quarto posto degli anni più caldi mai osservati, soprattutto perché a livello globale novembre e dicembre sono stati particolarmente caldi.

La Great Australian Bight  e le regioni oceaniche adiacenti sono state colpite da un caldo eccezionale, così come una parte del nord-est e del centro-sud dell’Oceano Pacifico e una gran parte dell’Oceano Antartico. La temperatura media sulla superficie del mare è stata la più elevata dal 2010 e si piazza al sesto posto – insieme a quelle del 2004 e 2006 – delle più alte mai raggiunte, superando di 0,35°C la norma del periodo 1961-1990 e in media con il decennio 2001-2010.

Mentre nel 2012 era toccato agli Usa subire temperature record annuali, nell 2013 è stata l’Australia ad avere l’anno più caldo della sua storia. Il XXI secolo conta già 13 dei 14 anni più caldi mai osservati. Il record è detenuto dal  2010 e dal 2005,  caratterizzati da una temperatura media che supera di circa 0,55°C la norma, seguiti dal 1998, segnato da un fenomeno El Niño eccezionalmente forte. El Niño e La Niña, che rispettivamente riscaldano o raffreddano il clima planetario, sono tra le principali cause della variabilità naturale del clima, ma nel 2013 non erano presenti, ed è stato più caldo che nel 2011 o nel 2012, quando La Niña ha provocato un raffreddamento. La Wmo evidenzia che «il 2013 fa parte dei quattro anni più caldi che sono stati caratterizzati da condizioni Enso neutre (vale a dire senza Niño né Niña)».

Il segretario generale della Wmo, Michel Jarraud, evidenzia che «la temperatura media del 2013 conferma la tendenza al riscaldamento a lungo termine. E’ la realtà innegabile, anche se il ritmo del riscaldamento non è uniforme. Viste le concentrazioni record di gas serra che vengono misurate nell’atmosfera, l’aumento delle temperature medie proseguirà per diverse generazioni. La nostra capacità (o incapacità) di ridurre le emissioni di biossido di carbonio e di altri gas serra determinerà lo stato del pianeta che lasceremo ai nostri ragazzi, ai bambini e ai nostri nipoti».

La Wmo ha reso noti questi dati come anticipo della sua dichiarazione “Status of the Climate in 2013” che pubblicherà a marzo, un documento che illustrerà in modo più dettagliato le temperature regionali, le precipitazioni, inondazioni, siccità, cicloni tropicali, copertura del ghiaccio e livelli dei mari.