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2013, l’anno in cui non siamo andati da nessuna parte, anzi peggio. Che il 2014 ci assista!

[30 dicembre 2013]

Che il 2013 sarebbe stato lacrime e sangue per tutti lo avevamo capito fin dal 2012. Ma forse è andata anche peggio, perché un’escalation di miserie economiche, umane e politiche come quelle dell’anno che volge al termine era difficile anche pensarle. Non sono mancate peraltro perdite immense, Mandela su tutti. L’unico raggio di sole è stata l’elezione di Papa Francesco, un uomo che se fondasse un partito lo voteremmo subito. Che detto da laici come noi è tutto un programma. Non ci ha rallegrato nemmeno, come qualcuno potrebbe pensare, l’uscita di scena di Berlusconi. Per il semplice fatto che da tempo non ci interessava più niente di un uomo evidentemente passato, e poi perché anche in questo caso è cambiato tutto per non cambiare nulla. La condanna non lo ha condannato, insomma, tant’è che è ancora a piede libero. Per il resto dal punto di vista economico, politico, ambientale quando è andata bene ci sono stati dei rinvii. Lavoro e disoccupazione almeno alle nostre latitudine non hanno invertito la caduta libera – mai così tanti poveri in Italia dal 1997 e l’uscita dalla crisi non appare a noi né vicina, né lontana, non appare e basta.

Che fare dunque? Come ci ha ricordato un amico, sperare il 30 di dicembre nell’anno nuovo è solo una cosa mentale,  che cosa può cambiare in 24 o 48 ore? Infatti, è così, nulla cambierà a breve. Tuttavia da sempre la fine e l’inizio rappresentano per l’uomo un momento di passaggio e siccome l’aspetto psicologico è importante, confidiamo in un’archiviazione d’ufficio del 2013 – a patto che si sia imparato qualcosa – per un 2014 che almeno non sia peggiore. Ambientalmente parlando non si sa dove cercare una buona notizia da ricordare. Tanti annunci, soprattutto da parte del governo Letta, ma di concreto pochissimo. Buffetti. Tocca confidare in Renzi per il futuro del centrosinistra. Oppure fidarsi di chi ci sta dicendo che una forza ecologista di lotta e di governo sta davvero facendosi largo.

Qualche buona notizia ci viene dal mondo, dall’ingegno umano che fa nuove scoperte, dalla biodiversità che è più tenacemente resiliente di quanto pensassimo e ancora infinitamente meravigliosa, dalle iniziative degli uomini di buona volontà che fortunatamente non mancano, dalla buona politica testardamente progressista come quella de Presidente dell’Uruguay l’ex guerrigliero tupamaros Pepe Mujica che dimostra che si può essere giovanissimi ed integri anche da vecchi, dalla testardaggine con la quale i poveri del mondo cercano giustizia nelle baraccopoli del mondo o nei barconi che affondano nel mare tra Lampedusa e l’Africa.

Testardi quindi andiamo avanti, navigando a vista, sia come cittadini, sia come “apostoli” dell’economia ecologica, sia come redazione di greenreport.it, che nel 2013 ha visto aumentare come mai lettori e riconoscimenti, proprio nel suo momento più difficile economicamente dalla sua nascita ormai datata primo gennaio 2006. Auguriamo quindi a tutti e agli ultimi in particolare un 2014 di speranza e che anche a noi qualcuno ce la mandi buona e magari sostenibile!

 

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