I dati dimostrano che le Caretta caretta nidificano sempre più a nord

5 Pegasi per 103 tartaruge marine. La Regione premia i protagonisti dell’evento ambientale dell’estate 2017

All’Elba corsi di Regione e Parco per accogliere i rettili marini

[20 settembre 2017]

Oggi, al termine di un workshop organizzato dalla Regione Toscana nella sala consiliare del Comune di Campo nell’Elba per condividere e riflettere  insieme a tutti i protagonisti dell’Osservatorio toscano per la biodiversità, tecnici e associazioni, sui risultati scientifici e le azioni che hanno consentito il successo della straordinaria nidificazione di una tartaruga marina a Marina di Campo, l’assessore regionale all’ambiente, Federica Fratoni,  ha consegnato 5  Pegasi, il simbolo della Regione Toscana, «per l’impegno e la dedizione profusi in occasione della nascita delle 103 tartarughe Caretta Caretta il 20 giugno scorso avvenuta in due stabilimenti balneari di Marina di Campo, all’isola d’Elba».

I 5 premiati sono:  per il Bagno “da Sergio” Riccardo Segnini, Legambiente Arcipelago Toscano (ha ritirato il Pegaso un emozionatissima Fiorella Battaglini, una delle leader storiche di Legambiente), l’Associazione Tartamare, Yuri Tiberto per Acquario dell’Elba, e Giampiero Sammuri, presidente del parco nazionale dell’Arcipelago toscano, che non ha potuto essere presente ma che riceverà il pegaso direttamente dal Consigli regionale.

La Fratoni ha detto: «Consegniamo il Pegaso, il massimo riconoscimento della Regione e simbolo anche dello stimolo a volare sempre più in alto, un tributo e un ringraziamento a chi ha permesso questo evento straordinario in cui la Rete regionale per il recupero dei cetacei e le tartarughe, 63 soggetti, una struttura molto consistente quindi, ha espresso tutta la capacità di operare e portare a buon fine una scommessa. Un successo raggiunto dalla natura sicuramente ma anche dall’opera magistrale dell’uomo. Il segno che il lavoro che l’Osservatorio per la biodiversità della Regione e la Rete stanno compiendo è complesso ma estremante utile. L’occasione di oggi ci ha permesso anche di immaginare nuove progettualità. Ogni anno vorremmo andare a celebrare quelle esperienze virtuose che si verificheranno in futuro per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di questo lavoro magari silenzioso e un po’ nascosto che invece racconta molto sulla sostenibilità e l’esigenza di tutelare il nostro ecosistema».

Con Fratoni, il consigliere regionale Gianni Anselmi, che ha sottolineato «Il valore e l’importanza di contemperare la attività umana con la salvaguardia delle risorse e del patrimonio naturale» e il sindaco di Campo nell’Elba,  Davide Montauti, che h ringraziato l Regione per il sostegno e l’attenzione e i volontari organizzati da Legambiente per il magnifico lavoro fatto insieme allo staff dei bagni da Sergio e all’Acquario dell’Elba.

Umberto Mazzantini, del direttivo del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, ha ricordato che «L’ex presidente del Parco Sammuri ha capito subito l’importanza dell’evento e, appena Tiberto ha dimostrato la presenza di un uovo, si è messo subito  disposizione, installando anche le telecamere di sorveglianza del nido». Anche Mazzantini ha ringraziato Legambiente (della quale è un dirigente) e in particolare Isa Tonso per il coordinamento dei volontari ed ha voluto ricordare che tra questi c’erano anche, oltre ai soci del Cigno Verde, anche La Racchetta-Protezione Civile, le associazioni animaliste come Animal Project, gli scout e altre associazioni, ma anche molti semplici cittadini e turisti.

Mazzantini ha poi rilanciato la proposta abbozzata dall’assessore Fratoni di realizzare corsi di formazione per il riconoscimento delle tracce di tartarughe marine, destinati soprattutto agli stabilimenti balneari, in collaborazione tra Regione, Parco, Associazioni di categoria e ambientaliste. Un progetto accolto con molto favore dalla Fratoni.

Mazzantini ha sottolineato che «Prima le nidificazioni sulla costa toscana, poi l’eccezionale nidificazione a Marina di Campo e, per ultima, quella fallita ma molto importante a Tirreni, ci dicono che questi rettili marini si stanno spingendo sempre più a nord per nidificare, spinte dal cambiamento climatico. Dobbiamo prepararci ad accoglierle, l’esperienza di Marina di Campo dimostra che lo possiamo fare anche in spiagge molto affollate».

Sergio Ventrella e Gilda Ruberti, della Regione Toscana, hanno sottolineato che «La Regione interviene in base a norme europee e nazionali, sul monitoraggio, ricerca e recupero di specie target a rischio di estinzione, come i mammiferi marini, tartarughe marine, ed elasmobranchi (squali e mobule). In Toscana già dal 2007 è stata costruita una rete di soggetti pubblici e privati che partecipa a queste attività coordinate dal Settore Tutela della Natura e del Mare attraverso l’Osservatorio Toscano per la biodiversità (Otb)».

Molto interessanti le tre relazioni tecniche di Arpat (Cecilia Mancusi), Università di Siena (Letizi Marsili) e Istituto Zooprofilattico (Giuliana Terracciano) che hanno fornito i dati numerici e scientifici dell’evento: 103 tartarughe nate vive, su un totale di 118 uova deposte; 77 mm la tartaruga più lunga e 35 mm la più piccola
75 minuti, il tempo massimo che ha impiegato una tartaruga a raggiungere il mare, che sembrava non vitale; 1 minuto la tartaruga più veloce; 6.000 gli accessi alla webcam posta sul nido nel sito web del Parco dell’Arcipelago; 70 i volontari e tecnici impegnati in circa due mesi. I primi risultati del DNA dimostrano che Federica, come è stata battezzata mamma tartaruga in onore del guardiano dei bagni che ha segnalato la nidificazione,  è un Carretta caretta della popolazione Mediterranea-Atlantica.

Le ricercatrici hanno sottolineato che «Era accaduto nel 2013 sulla spiaggia di Scarlino, e nel 2015 sulla spiaggia della Giannella, ma ciò che è accaduto all’Elba è tutta un’altra storia. Nella notte del 20 giugno 2017, alle ore 4.00 circa, tra gli ombrelloni di 2 Bagni a Marina di Campo (Isola d’Elba) viene segnalata la presenza di un grosso esemplare di Caretta caretta, intenta a scavare una buca nell’arenile a circa 13 m dalla battigia. Si tratta di un evento straordinario, in quanto forse le particolari condizioni climatiche hanno spinto questo esemplare in uno dei punti di nidificazione più a nord del Tirreno, sulla costa sud dell’Isola d’Elba. Questa specie infatti normalmente depone le uova nelle spiagge del bacino del Mediterraneo centrorientale e principalmente lungo le coste della Grecia, della Turchia e Cipro, ma anche in Libia, Tunisia, Egitto, Israele, Siria e Libano».

La nidificazione della tartaruga a Marina di Campo – forse la meglio sorvegliata e comunque quella di maggior successo in Italia – è stata da manuale e sta già fornendo preziosi dati scientifici: «L’incubazione di uova di tartaruga marina della specie Caretta caretta varia mediamente tra 45 e 60 giorni. Il 12 agosto, 54°giorno di incubazione – concludono le ricercatrici –  i primi 4 piccoli di tartaruga sono emersi dalla sabbia e subito dopo, con un effetto da eruzione, sono usciti altri 46 esemplari, tutti in buona salute che hanno raggiunto il mare in pochi minuti. L’emersione dei piccoli si è protratta poi per ben 5 sere successive, sempre intorno allo stesso orario serale (tra le 21,00 e le 22,30) per un totale di 99 emersioni, mentre gli ultimi 4 esemplari vivi, sono stati recuperati il 19 agosto, durante l’ispezione finale del nido».