Sì della Camera anche al condono per gli edifici pubblici

Vittoria dell’abusivismo: arriva l’ok del Senato al Ddl Falanga, l’ammazza-demolizioni

Legambiente: «Norme a sostegno dell’illegalità, mettono a rischio la popolazione»

[23 gennaio 2014]

Quello che gli ambientalisti temevano e che fino ad oggi erano riusciti ad evitare con il pressing sulle forze politiche è stato portato a termine dal governo delle minime intese Letta-Alfano con 189 si, 61 no e 7 astenuti sul Ddl Falanga e  la fiducia posta sul Dl Imu.

Quel che non era riuscito a Berlusconi sembra essere riuscito al manipolo di “diversamente Berlusconiani” del Nuovo centrodestra, che già fanno i conti di quanti voti degli abusivisti campani potranno raccattare alle europee con questa cambiale elettorale pagata. Infatti, dice Legambiente «i provvedimenti contenuti del Ddl Falanga sembrano rappresentare perfettamente il bastone che i senatori campani sono riusciti a mettere tra le ruote delle procure che stavano lavorando agli abbattimenti».

Gli ambientalisti sono allibiti per l’ennesima dimostrazione di irresponsabilità e schizofrenia della politica italiana: «L’abusivismo edilizio è una delle forme di illegalità ambientale che più ha devastato il nostro Paese. Come è noto ormai a tutti, alimenta il business della criminalità organizzata ed è responsabile di immense tragedie, contribuendo ad aggravare pesantemente i danni e i pericoli causati dal maltempo e dal dissesto idrogeologico. Ogni annuncio di condono in Italia ha generato un consistente aumento di abusi su tutto il territorio con gran vantaggio dell’ecomafie e a totale discapito dei cittadini onesti e dell’ambiente. Eppure, nonostante tutto ciò, mentre (finalmente) si torna a parlare di un Disegno di legge sui reati ambientali che potrà dare un significativo contributo alla lotta alle ecomafie, da troppi anni libere di devastare e avvelenare il Paese, ecco il doppio e assurdo passo indietro della politica che non riesce a dire un no compatto e deciso all’ennesimo condono».

Il  presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, descrive così questo cortocircuito di una politica che con una mano fa una cosa e con l’altra la vanifica: «In sole 24 ore  si è riusciti a fare un enorme danno al Paese e alla società civile. L’ok del Senato al Ddl Falanga che stabilisce criteri di priorità per gli abbattimenti degli abusi, mettendo di fatto una vera e propria camicia di forza alle Procure impedendogli di agire, e la fiducia posta dal Governo sul Dl Imu-Bankitalia che tra le norme prevede la possibilità di sanare gli abusi relativi agli immobili pubblici alienabili, sono due espressioni del medesimo assurdo tentativo di riaprire i termini dell’ultimo condono edilizio sanando tutte quelle situazioni di illegalità diffuse per il Paese. Tutto ciò è inaccettabile per tutti i cittadini onesti ma dovrebbe essere inaccettabile anche per i rappresentanti delle istituzioni e della classe dirigente, ben coscienti che passi del genere possono solo dare nuova linfa vitale alle ecomafie e contribuire ad aggravare situazioni di pericolo dovute al dissesto idrogeologico. Noi saremo qui a ricordarglielo quando si lanceranno con parole commosse a testimoniare la loro solidarietà alle vittime di qualche tragedia annunciata. Chiediamo un’assunzione di responsabilità al Parlamento, affinché la Camera respinga il condono approvato ieri al Senato, cancellando  i vincoli burocratici che ritardano e complicano il lavoro delle Procure contro gli abusi edilizi, grazie anche all’immaginabile aumento degli interventi sospensivi da parte dei Tar e rilanci con decisione la lotta a tutte le forme di illegalità ambientale che negli ultimi 20 anni hanno devastato il Paese».

Se il centro-destra che ha ritrovato la sua unità nel vizietto del condono, la tensione all’interno del Pd è altissima e il capogruppo Luigi Zanda ha prima chiesto la sospensione della seduta e poi ha compattato il gruppo dietro ad un arzigogolato comunicato: «Al fine di fare chiarezza sulle molte inesattezze che hanno generato polemiche non fondate è bene sottolineare che il provvedimento approvato dal Senato disciplina i criteri di priorità che i pubblici ministeri adottano per l’esecuzione delle procedure di demolizione di opere abusive. Tra queste è chiaramente contemplato alla lettera g) del testo la demolizione delle seconde case o case di vacanza. E’ quindi del tutto infondata la posizione di coloro che sostengono che questi criteri possano favorire differimenti nell’abbattimento delle seconde case, confondendo le proprietà immobiliari con le soluzioni abitative, citate invece alla lettera i), che ovviamente hanno la loro temporaneità. Tra l’altro, i criteri adottati per l’abbattimento degli immobili abusivi sono quelli già indicati e utilizzati dalle Procure della Repubblica della Campania, criteri che sono stati recepiti dal Senato, senza il vincolo della rigidità».

Non è servito a niente nemmeno il richiamo dei senatori di Sinistra Ecologia Libertà, Loredana De Petris, presidente Gruppo misto-Sel  e Massimo Cervellini, vicepresidente Commissione Lavori pubblici, «Sembrano già dimenticate frane e alluvioni che hanno devastato il nostro Paese: nel Ddl Falanga, dietro un titolo fuorviante, che mira ad abbattere gli immobili abusivi nella Regione Campania, si cela in realtà l’ennesimo condono edilizio, volto a perpetrare l’abusivismo. Per questo opponiamo il nostro inamovibile no. La proposta contenuta nel provvedimento di un elenco di priorità vincolanti, sottoposte in modo così rigido invece di aiutare un processo di selezione dei manufatti da demolire, diventa un vero e proprio ostacolo per l’azione della magistratura, che, prima di poter intervenire, dovrebbe classificare tutti gli immobili abusivi: un lavoro enorme e farraginoso per ritardare sine die le demolizioni più urgenti e per mascherare quello che si configura come un vero e proprio condono edilizio, l’ennesimo. Non possiamo tollerare l’aleggiante pericolo di una sanatoria: Sel ha sempre manifestato dura opposizione ad ogni proposta di condono nazionale e locale, impegnandosi ad arginare i danni ambientali causati dal selvaggio abusivismo edilizio. Con questo Ddl si continua invece a procedere sulla linea della peggiore tradizione italiana per bloccare ogni iniziativa mirata a tagliare quella speculazione che  ha distrutto parte della Campania nelle sue aree più pregiate».

E’ condono mascherato anche per  Roberto Della Seta e Francesco Ferrante di Green Italia: «Va fermato con ogni mezzo il disegno di legge oggi in discussione al Senato pensato per salvare migliaia di immobili abusivi in Campania e che impedirebbe alla magistratura di eseguire centinaia di ordinanze di demolizione di manufatti illegali e che di fatto fermerebbe la demolizione degli abusi in tutta Italia Approvare questa legge, mettere uno stop alle ordinanze di demolizione già decise dalla magistratura equivarrebbe a un ennesimo segnale di via libera per chi da decenni costruisce illegalmente truffando il fisco e rovinando la bellezza italiana».