Accordo ponte sul nucleare iraniano. Tutti contenti meno Israele

Ma Obama teme un colpo di mano dei falchi repubblicani e Rohani se la dovrà vedere coi pasdaran

[24 novembre 2013]

Erano ormai alle 3 di notte quando il ministro degli esteri iraniano Mohammad-Javad Zarif ha annunciato la fine dei negoziati ad oltranza di 4 giorni tra l’Iran ed il G5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) sul nucleare iraniano: «Abbiamo raggiunto un accordo».

Subito dopo   Michael Mann,   portavoce del capo della diplomazia dell’Unione euiropea  Catherien Ashton,  ha confermato su Twitter «Abbiamo raggiunto accorto tra E3+3 e Iran». Utilizzando la sigla che indica il G5+1 come i 3 Paesi europei (Gran Bretagna, Francia e Germania) ed i 3 extraeuropei (Usa, Russia e Cina).

Poi è toccato alla Asthon, con a fianco Zarif, annunciare ufficialmente la conclusione di un accordo ponte con la Repubblica islamica

Gli altri protagonisti della svolta sono stati il ministro degli esteri cinese Wang Yi ed i suoi colleghi Sergei Lavrov (Russia), William Hague (Gran Bretagna), Laurent Fabius (Francia) Guido Westerwelle (Germania) e il segretario di Stato Usa John Kerry.

Il presidente statunitense Barack Obama ha commentato a caldo l’accordo ponte: «Si tratta di un primo importante passo verso un accordo generale. Per la prima volta in circa un decennio, abbiamo fermato la rogressione del programma nucleare iraniano  e degli elementi chiave del programma saranno annullati».

Secondo la Casa Bianca l’Iran si è impegnato a sospendere l’arricchimento dell’uranio a più del 5% ed a neutralizzare i suoi stock di combustibile nucleare arricchito al 20%. Obama in cambio ha riconosciuto alla Repubblica islamica il diritto di utilizzare l’energia nucleare a fini pacifici ed ha spiegato: «Affrontiamo questi negoziati con una comprensione di base: l’Iran, come ogni nazione,deve essere in grado di accedere all’energia nucleare pacifica». poi ha chiesto ufficialmente al Congresso (in particolare ai falchi repubblicani)  di non imporre nuove sanzioni contro Teheran, che «Potrebbero far saltare questa intesa». Ma Obama non si è nascosto che le prossime trattative per raggiungere un accordo globale con l’Iran nei prossimi mesi presentano «Enormi sfide»

Il presidente iraniano Hassan Rohani, che con la sua svolta pragmatica ha favorito l’accordo, ha detto che «Il voto del popolo iraniano per la moderazione e l’impegno costruttivo e gli instancabili sforzi da parte dei team negoziali apriranno nuovi orizzonti», anche lui in Iran avrà a che fare con i pasdaran e gli estremisti che non vogliono alcun accordo con il “Satana” americano.

Secondo il Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, «L’accordo trovato oggi a Ginevra tra l’Unione europea, negoziando a nome dei  Paesi E3+3, e l’Iran è un importante passo avanti per la sicurezza globale e la stabilità. Vorrei congratularmi in particolare con Catherine Ashton, l’Alto rappresentante del presidente della Commissione europea, per questo risultato, che è il risultato del suo impegno instancabile e della sua dedizione alla questione negli ultimi 4 anni. Ora è importante che tutte le parti continuino a cooperare in uno spirito costruttivo nell’attuazione dell’accordo in modo che possono essere date alla comunità internazionale le garanzie di controllo in merito alla natura pacifica e civile del programma nucleare iraniano, nonché una piena cooperazione con l’International atomic energy agency. Questo risultato è anche il risultato di due track policy dell’UE ed è la vera testimonianza del nostro attaccamento alla stabilità regionale e globale».

Chi non è per niente contento è Israele. Il ministro israeliano per le questioni strategiche, Yuval Steinitz, ha detto che «Questo accordo era e resta un accordo cattivo, che renderà difficile raggiungere una soluzione definitiva adeguata. Gli aggiustamenti apportati all’accordo all’ultimo momento sono molto lontani dal soddisfarci. Israele non può associarsi alle festicciola internazionale essendo essa basata su un inganno iraniano e su un autoinganno da parte dei Paesi del 5+1. Malgrado la delusione, continueremo a insistere sulle nostra posizioni e a lavorare con i nostri amici negli Stati Uniti e nel mondo per puntare ad un accordo comprensivo e completo».

Festeggiano invece i due veri vincitori del braccio di ferro sul nucleare iraniano: Cina e Russia.

Per Pechino l’accordo raggiunto stanotte a «Aiuterà a salvaguardare la pace in Medio Oriente» e Wang ha aggiunto: «Questo accordo contribuirà a mantenere il programma internazionale di non proliferazione nucleareed a salvaguardare la pace e la stabilità in Medio Oriente».

Il russo Lavrov, ministro degli esteri del Paese che fornisce carburante nucleare all’Iran e che ha costruito la sua centrale nucleare di Bushehr, ha concluso con evidente  soddisfazione: «I negoziati durati a lungo sul programma nucleare iraniano sono terminati- E’ stato concluso un accordo che corona i negoziati condotto da diversi anni che hanno conosciuto successi e fallimenti».