Acido fuoriesce da una miniera: chiuse 88 scuole, in migliaia senz’acqua [FOTOGALLERY]

Accade al confine tra Usa e Messico, inquinati i fiumi Bacanuchi e Sonora

[19 agosto 2014]

Su Twitter stanno circolando foto scattate in Messico, a Arizpe, nella zona di Tahuichopa del fiume Bacanuchi, che mostrano i risultati di una fuoriuscita di acido da una grande miniera di rame nel nord del Messico e che ieri ha provocato la chiusura di  88 scuole perché l’acqua potabile non è più sicura. In realtà la fuoriuscita risale ad una dozzina di giorni fa, quando 40.000 m3 di reflui tossici sono finiti nei fiumi  Bacanuchi e Sonora dalla miniera di rame di Buenavista, una delle più grandi del mondo, che si trova a  Cananea, nello Stato messicano di Sonora, circa 25 miglia a sud del confine Usa, vicino a Nogales, in Arizona. La miniera è gestita da Grupo Mexico, uno dei più grandi produttori di rame del mondo.

Gli statunitensi sono preoccupati perché una controllata americana del Grupo Mexico, l’Asarco, che sta acquisendo la piena proprietà della miniera di rame di Silver Bell di Marana, in Arizona, è nota per il pessimo livello ambientale delle sue operazioni minerarie. Asarco, che è stata acquisita da Grupo Mexico nel 1999, nel 2009 ha pagato al governo Usa 1,79 miliardi di dollari per liquidare i danni da  inquinamento da rifiuti pericolosi in 19 stati. La somma dell’ammenda è stata utilizzata per bonificare e ripristinare almeno 26 siti contaminati. Ma restano da bonioficare almeno 10,5 milioni di m3 di terreno contaminato e almeno 5 milioni di m3 di acque sotterranee contaminate, sufficienti a r riempire oltre 1.500 piscine olimpioniche.

I gestori della miniera di Buenavista sono sotto accusa per aver aspettato almeno 24 ore prima di segnalare  la massiccia fuoriuscita di acqua, quando ormai la fuoriuscita aveva già tinto di arancione decine di Km del fiume.

Secondo Carlos Arias, direttore della protezione civile per il nord dellStato di Sonora, lo sversamento è stata causata da problemi al nuovo lagunaggio colmo di acidi. Il 7 agosto sarebbe saltata una tubazione, scaricando così a valle un’enorme quantità di acido solforico. La Grupo Mexico ha smentito  la notizia che nelle acque reflue finite nei fiumi ci saia anche cianuro, che si ritiene sia stato utilizzato nella miniera di Buenavista, ma la scorsa settimana un altro incidente minerario avvenuto nel Messico settentrionale ha sversato oltre un milione e mezzo di galloni di una soluzione contenente cianuro utilizzata nelle miniere d’or. Entrambi gli versamenti sono stati almeno in parte attribuiti alle forti piogge che anno portato al limite le capacità dei lagunaggi minerari.   Ma Arturo Rodriguez, il capo degli ispettori ambientali per conto del procuratore generale per la protezione ambientale, ha detto al New York Times che «I controlli lassisti nella miniera, insieme alle piogge ed ai difetti di costruzione, sembrano  aver causato la fuoriuscita- Gli operatori delle miniere dovevano essere in grado di rilevare la perdita prima che n una grande quantità trapelasse nel fiume».

Juan Rebolledo, vice presidente del Grupo Mexico per le relazioni internazionali, cerca di minimizzare: «Il contenuto di questi acidi non è tossico in sé. Non c’è nessun problema, né gravi conseguenze per la popolazione, finché prendiamo precauzioni adeguate e l’azienda riversa calce nel fiume, come stiamo facendo». L’approssimazione è evidente così come è evidente l’impatto della fuoriuscita: durante la settimana scorsa sono stati distribuiti con autocisterne più di un milione di galloni di acqua potabile, raggiungendo più dei tre quarti delle persone nella regione contaminata, ma chi vive in comunità isolate non ha ancora a disposizione acqua pulita e nessuno sa quando riprenderà la distribuzione dell’acqua potabile attraverso la rete pubblica in tutta l’area.

La cosa ha provocato problemi anche ad Hermosillo, la capitale dello Stato di Sonora, ma solo una parte dei suoi 800.000 abitanti sono riforniti dall’acqua proveniente dai due fiumi inquinati.  Intanto la fauna acquatica ha subito forti danni e ne è stato proibito il consumo.