A rischio anche le autorità di bacino?

[11 novembre 2013]

Avevamo commentato non senza preoccupazione e qualche sorpresa la denuncia di quel che sta bollendo in pentola per l’autorità di bacino del fiume Magra che interessa la Toscana e la Liguria. Sembrava e sembra perché notizie più precise e meno  vaghe non le abbiamo che si sia messo mano di fatto al suo smantellamento per lasciare il posto ad una collaborazione tra le due regioni non più mirata all’ambito specifico fluviale che sarebbe  ricondotto direttamente alle rispettive amministrazioni.

Essendomene occupato per un bel po’ e proprio per conto del parco di regionale MontemarcelloMagra  a Sarzana ed anche con l’assessore regionale toscano Betti trovai la notizia  più che strana assolutamente inspiegabile. Tanto più nell’anniversario della alluvione di Firenze dove  l’autorità di Bacino sta giustamente facendo un bilancio della situazione per vedere cosa è cambiato per la sicurezza del fiume rispetto ad allora. Il Magra per fortuna non ha registrato disastri di quella portata ma di guai ne ha avuto anche recentemente ecco perché trovo strana questa situazione avvolta nel silenzio nonostante la nuova legge sulla partecipazione toscana volta proprio a coinvolgere le comunità nelle decisioni soprattutto di carattere ambientale.

E’ singolare che la sola precisa conferma l’abbia avuta da un articolo di Giorgio Bucchioni presidente di Confindustria della Spezia su il Secolo XIX che pensa si possa discuterne perché sull’utilità delle autorità di bacino dubbi sono legittimi e la concentrazione delle competenze potrebbe favorire anche la semplificazione degli atti. Una motivazione che va alla grande che accompagna da tempo ormai i tagli con conseguente  sbaraccamento delle Comunità montane, ora delle province e perché no dei bacini? Che poi tutto questo non semplifichi un tubo ma accresca solo le difficoltà di intervenire in maniera mirata sulle diverse realtà situazioni chi se ne frega.