I nuovi dati elaborati dal Cmcc per il Wwf

Acqua, i cambiamenti climatici per la Toscana significano fino +80% dei periodi aridi

Profonde ripercussioni su stili di vita, industria, agricoltura: è necessario puntare già oggi su sostenibilità e resilienza

[22 marzo 2016]

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Come ricorda oggi la Giornata mondiale Onu che la celebra, l’acqua è un bene prezioso quanto scarso, e nel prossimo futuro lo sarà ancora di più. Sia per l’impatto di una popolazione umana in aumento nel mondo, sia per quello derivante dai cambiamenti climatici ormai in corso. Uno scenario, questo, che non coinvolge solo paesi lontani, ma riguarda molto da vicino anche la nostra Toscana.

Un’analisi condotta da un gruppo di lavoro coordinato da Paola Mercogliano del Centro euromediterraneo per i cambiamenti  climatici (Cmcc), e diffusa dal Wwf in occasione dell’Earth hour, aiuta a tracciare meglio in confini di questo futuro con il quale siamo chiamati a fare già oggi i conti, fatto di maggiore siccità e minori, più concentrate precipitazioni.

In Toscana (come del resto in altre regioni, tra le quali Calabria, Sardegna, Veneto, oltre all’arco alpino) è infatti previsto un aumento di periodi aridi, caratterizzati cioè da giornate consecutive senza precipitazioni particolarmente significative. Tali periodi, dettagliano dal Wwf, «potrebbero aumentare anche fino al 30%, secondo lo scenario “medio” (lieve aumento delle emissioni) in Toscana, giungendo fino all’80% per lo scenario peggiore, sempre in Toscana. Nello scenario più pessimistico, che vede nel 2100 i gas climalteranti di 4-5 volte più alti dell’era preindustriale, i modelli indicano un aumento delle temperature fino a 8 gradi, mentre le precipitazioni diminuiranno del 20-30%. Con uno scenario meno pessimistico gli esperti prevedono per il nostro paese una diminuzione delle precipitazioni soprattutto al nord».

In altre parole, secondo gli scenari elaborati dagli scienziati i futuri 50-60-70enni nati oggi dovranno fare i conti con un’Italia diversa, in cui davvero “non ci saranno più le mezze stagioni”. Al contempo si verificherà un incremento degli eventi meteo estremi, e questo oltre a modificare le abitudini di vita inciderà inevitabilmente sulla struttura industriale ed agricola del Paese, fortemente dipendente dalla risorsa idrica come certificato dall’Istat. «In campo agricolo – spiega ad esempio il Wwf – colture come la vite e l’olivo subiranno pesanti ripercussioni: l’areale della vite tenderà a spostarsi verso nord e in altitudine, mentre per quanto riguarda l’olivo lo scenario è quello dell’anticipo delle fioriture e situazioni critiche per i lunghi periodi di siccità che potrebbero causeranno inevitabilmente l’incremento della richiesta di acqua da irrigazione».

Uno scenario chiaro, per quanto duro, che merita azioni altrettanto decise, puntando sulla sostenibilità come sulla resilienza. Ieri anche il presidente di Confservizi Cispel Toscana, Alfredo De Girolamo, ha sottolineato come «i cambiamenti climatici in atto stanno sempre più frequentemente portando a fenomeni che producono problemi sia nel campo della difesa del suolo che del rischio idrogeologico – alluvioni, frane, smottamenti – con risvolti gravi in campo idrico come la scarsità di acqua nei periodi di siccità e inadeguatezza della rete fognaria in caso di flash flood. Questa situazione è destinata a peggiorare in futuro, e sarà necessario fare altri investimenti per garantire l’approvvigionamento idrico anche in anni aridi, e per adeguare le reti fognarie». Per il 2016 le sette aziende toscane di gestione del servizio idrico integrato prevedono investimenti per 260 milioni di euro, ma ne serviranno molti altri.

Anche per quanto riguarda le politiche di sviluppo la strada è ormai segnata: l’accordo raggiunto alla Cop21 di Parigi incorpora la decisione di stare ben al di sotto di 2°C gradi di aumento medio della temperatura globale, facendo ogni sforzo per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C rispetto all’era pre-industriale. Anche la Toscana non può prescindere dal continuare a muoversi, e con la maggiore rapidità possibile, sul tracciato di questa strada: «Il futuro non è nei combustibili fossili», ricordano dal Wwf. Il referendum sulle trivellazioni petrolifere offshore cui i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi il prossimo 17 aprile – e che potrebbe riguardare molto da vicino anche la Toscana – dovrà essere l’occasione per ribadirlo.